ACQUALATINA: la farsa del camaleonte

E l’acqua(fa)zzone di fine luglio arrivò inesorabile con la gentile collaborazione delle saette piddine.
In seguito ai furiosi litigi tra PD-Forza Italia e Fratelli d’Italia-Ncd-Udc sulle nomine del cda di Acqualatina, si era arrivati, dopo estenuante pena (per i cittadini vessati dalla società idrica e impotenti di fronte al gioco delle nomine), al trionfo in pompa magna del Partito Democratico che dichiarava tonitruante: per il casellario delle nomine in Acqualatina S.p.A. si privilegerà una scelta trasparente e meritocratica.

Non più nomine decise a tavolino, nelle famigerate e abusate segrete stanze, bensì filtrate da una commissione atta a esaminare i curricula come in un concorso pubblico degno di rispetto.

Sembrava strano all’ignaro cittadino che una società come Acqualatina da sempre colonizzata dalla politica, e sopratutto da Fazzone (ma non solo), potesse nominare amministratori fuori da logiche partitiche.berni1
E infatti l’ignaro cittadino capitolò nel constatare che ancora una volta i signori delle chiacchiere si erano messi d’accordo.

Nella bozza del disciplinare per istituire i componenti del cda e firmata da Carla Amici, sindaca piddina di Roccagorga, si può evincere senza alcun dubbio che il metodo sbandierato del “Que viva el Merito” è anticaglia senza alcuna novità, capace solo di creare false aspettative e illudere gli elettori del PD che il loro partito non è come lo descrivono da anni quei maramaldi dei grillini: una società privata incapace di modernizzare il Paese e fondata sulle belle maniere e le azioni affini a quelle dei suoi falsi nemici.

Dunque, nella bozza, si legge che la Commissione che studierà e deciderà i profili adatti al cda sarà nominata dall’Assemblea dei soci, vale a dire, per chi non l’avesse afferrato immediatamente, dagli stessi Comuni in cui dentro vivacchiano i sindaci di PD e Forza Italia che, in base alle quote ponderate, detengono la maggioranza dell’Ato4 – considerando che le giunte di Latina e Terracina (che assumevano una quota importante e dirimente) sono state fatte saltare nel giro di un mese e erano a guida Fratelli d’Italia, il partito che è andato allo scontro con Fazzone e PD non per una battaglia di rinnovamento, ma perché voleva sostituire la nomenklatura fazzoniana all’interno del cda con la loro: in soldoni, voleva imporre al colore di Fondi, quello di Fratelli d’Italia&Co.

Tornando al disciplinare, mezzo con il quale avremo il più grande Gattopardo acqueo in salsedine pontina che la storia ricordi, si rende evidente la questione che i nominati dall’Assemblea dei Soci dovranno essere pescati da un parterre bloccato: “La Commissione di selezione è composta da sei componenti, votati dall’Assemblea dei soci e scelti tra i Presidi o loro designati della Facoltà di Economia e Commercio, di Giurisprudenza e di Ingegneria garantendo nella composizione la rappresentanza di genere”; che per essere una scelta trasparente e meritocratica fa leggermente a cazzotti con la logica stringente del buon senso.

Il Preside della Facoltà di Economia è Bernardino Quattociocchi, già indicato da Maietta-Tiero-Forte come membro del collegio sindacale all’epoca dello scontro con Fazzone-Moscardelli che non volevano lasciare il passo al nuovo corso di colonizzazione della società pubblico-privata.

Avremo sicuramente, tra i giudicanti, un preside vicino alle logiche delle vecchie nomine, e buono per tutti i partiti (viene dato vicino anche al PD, e non lo dubitiamo affatto), che sceglierà una rosa di candidati (short list viene definita nel disciplinare; e l’inglese non poteva mancare per rendere più à la page questo papocchio) da berni2sottoporre al voto dell’Assemblea dei soci che altro non è se non la composizione di sindaci dei partiti presenti nell’Ato4.

Un giro dell’oca che alla fine porta sempre e comunque al controllo partitico di una società idrica che, oltre a macchiarsi di storture di ogni genere e tipo, rimarrà pubblico-privata, in deroga al referendum ’11, e carrozzone per amministratori imposti dai partiti e dipendenti scaricati lì in quota negus, ras e piccoli kapò territoriali.

Da schiantare dal ridere anche i requisiti richiesti ai partecipanti delle selezioni.

In ordine sparso:

“avere una comprovata competenza in campo gestionale ovvero aver maturato una esperienza professionale almeno triennale in ruoli dirigenziali con particolare attenzione agli aspetti economico-finanziari, giuridico-normativi e di organizzazione del lavoro nel campo dei servizi pubblici locali ,o esperienze funzionali e di gestioni complesse ed integrate in attività pubblico/private imprenditoriale con volumi d’affari non inferiori ai 10.000.000 di euro. funzionale all’attività della società;

aver maturato un’esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l’esercizio di funzioni amministrative oberni3 dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore delle utility dei servizi pubblici ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni o enti privati che non hanno attinenza con il predetto settore dell’utility dei servizi pubblici purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie”.

Tradotto dal buro-tecnico: potremmo trovarci tra i nuovi amministratori qualche vecchio trombato della politica già piazzato in qualche società pubblica o partecipata semplicemente traslato da un ente all’altro e tirato a lucido, come nuovo (o seminuovo), per il nuovo cda di Acqualatina.

Nell’estate di Flegetonte e Caronte, non ci resta che andare al mare; l’acqua corrente non è pubblica e manco balneabile.

Posted on 18 Luglio 2015, in Blog and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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