Acqualatina s.n.p.: società nomine di partito

Sin da subito avevamo espresso le nostre forti perplessità riguardo al mercato delle nomine che si stava facendo in Acqualatina con l’aggravante dell’ipocrisia politica. Per primi, abbiamo denunciato le storture di un disciplinare di gara (redatto da una politica: il sindaco PD di Roccagorga Carla Amici) che, pasticciato come era, permetteva a manager pubblici vicini ai partiti di presentarsi bellamente alla farsesca selezione dei candidati.
Acqualatina S.p.A., come noto, è in mano a Claudio Fazzone (parte politica) e Raimondo Besson (parte privata) da anni. In seguito alle note vicissitudini che hanno comportato la caduta della Giunta comunale a Latina, Acqualatina è stata una delle concause che hanno portato al deragliamento del centro destra pontino. Due partiti – PD e Forza Italia – che amoreggiano da sempre a livello nazionale e locale hanno preso in ostaggio la società che dovrebbe gestire l’acqua.
Pensavamo che il disciplinare di gara con cui si erano messi a posto le cose fosse già di per sé una presa in giro.
Pensava il PD di aver compiuto quello che sa fare meglio: far credere al popolo di essere trasparente e poi mettersi d’accordo con i finti avversari in modo da accontentare, da una parte, gli elettori turlupinandoli (come avviene da sempre) e, dall’altra, i loro veri stakeholder: gli amici di Forza Italia.
Sbagliavamo sia noi che il PD.
Fazzone, per non smentirsi mai, ha deciso che nel cda di Acqualatina deve continuare a esserci per forza anche Giuseppe Addessi, attuale presidente della società pubblico-privata.
Considerato che il disciplinare di gara è stato scritto ad agosto e il caldo deve averla fatta da padrone, il senatore antimafia (sic!) Fazzone non si era accorto che il suo avvocato non avrebbe potuto partecipare alla selezione perché pur essendo il disciplinare medesimo un abominio non lo era a tal punto da realizzare una delle più grandi prese per il culo che la politica locale pontina ha partorito dai tempi del Gattopardo (con tutto il rispetto per il principe di Salina).
Adesso i nodi vengono al pettine: i commissari che dovevano giudicare i partecipanti alla selezione – una cinquantina scarsa tra cui Addessi e l’ex a.d. Acqualatina Morandi: una bella rimpatriata tra amici – si sono dimessi.
Il PD, ingenuamente certo di aver imbrigliato Fazzone, si ritrova con il cerino in mano: o sceglie di denunciare le pressioni dello stesso a cui non è nemmeno bastato un disciplinare di gara che indirizzasse a nomine politiche mascherate da una comica trasparenza (nel disciplinare è sancito che sarà comunque l’assemblea dei soci, cioè i sindaci a maggioranza ponderata Forza Italia, a dover decidere sulle nomine) oppure si rende complice di questo stallo in cui si può ravvisare l’immobilismo dei partiti avvinghiati a poltrone e uomini di fiducia piuttosto che al servizio idrico che interessa ai cittadini.

p.s.: poco credibili ancora una volta le critiche del politico locale Nicola Calandrini che invoca una maggiore trasparenza nelle nomine. Il suo partito capitanato da Maietta, a maggio, voleva colonizzare insieme a Tiero (Ncd) e Forte (UDC) la società dell’acqua, prima di essere defenestrati da Fazzone sia a Terracina che a Latina.

Posted on 5 Ottobre 2015, in Blog and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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