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P.S. DEL GORETTI DA “CODICE ROSSO”

Santa Maria Goretti, ennesima segnalazione di disagio da parte di una cittadina di Latina indignata:
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“Una volta lamentarsi del pronto soccorso era semplicemente un passatempo.
Oggi devo riconoscere che davvero c’è da preoccuparsi. Ieri ho visto una camera con 20 persone su barelle a distanza di 30 cm una dall’altra… uomini e donne insieme, corridoi pieni, sala d’attesa invasa.
Ormai il pronto soccorso è diventato un reparto in cui si staziona per giorni.
Con la differenza che ci sono 4 bagni in tutto per decine di persone… Non ci si può lavare.
Non c’è posto per tenere le proprie cose.
Preso atto dell’effetto delle politiche sulla sanità iniziate anni e anni fa credo che si debba fare qualcosa. Manifestiamo, incazziamoci, facciamoci vedere.”
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Cara concittadina,
la situazione è ben nota poiché è stata più volte denunciata:
– dagli sventurati che l’hanno vissuta;
– da una politica ipocrita che si batte il petto ma che, ad oggi, non ha ancora saputo trovare una valida soluzione;
– dai giornali cartacei e on line che ci ritornano ciclicamente da anni;
– da Striscia la Notizia che il 15 marzo u.s. ci ha dedicato pure un servizio.

A questa situazione di degrado e privazione della dignità personale (nonostante gli encomiabili sforzi del personale sanitario che, quotidianamente, cerca di dare il meglio di se in situazioni al limite della resistenza psicologica) si aggiunge l’abuso di chi pensa che un Pronto Soccorso sia un Hospice per anziani o una buona soluzione per fare check up gratuiti a carico della sanità pubblica.
Insomma, un girone infernale a cui si aggiunge, di massima, l’italica disonestà (basti pensare all’ultimo caso denunciato da un interno, relativo alle doppie liste d’attesa in essere presso il policlinico di Tor Vergata).
Tuttavia bisogna essere realistici, le poche risorse economiche ed umane impegnate per la sanità laziale, ancora commissariata per via dell’enorme debito accumulato dalle vecchie gestioni politico amministrative di centro sinistra e centro destra, non potranno riuscire, almeno nel breve termine, ad invertire questa triste tendenza.
L’indirizzo occulto è chiaro, costringere i cittadini a rivolgersi alle strutture private che, per anni, sono state politicamente agevolate a detrimento di quelle pubbliche.
Ma il cittadino di Latina, allora, cosa può fare?

Ebbene, nell’immediato, stante la situazione descritta, in caso di necessità, ci si può dare solo al pellegrinaggio sanitario o, nei casi più gravi, consultare on line il sito della regione (sperando che sia aggiornato real time) relativo agli accessi ai vari PS regionali e, dunque, dirigersi in quello meno congestionato… https://www.regione.lazio.it/accessiprontosoccorso/… (ancora adesso, come si evince dal medesimo sito, il P.S. del Goretti risulta tra i più affollati della regione Lazio)
Per il resto, si potrebbe organizzare un flash mob, un esposto, ecc. ma ciò, oltre a strappare un articolo di giornale o la speculazione di qualche mestierante della politica, non si otterrebbe nulla di più.
Il problema della sanità è noto da tempo, ovvero l’ingerenza di quella politica che sulla sanità ci campa (per soddisfare le esigenze delle proprie clientele elettorali), gli sprechi e la mala gestione amministrativa.
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Riferimenti:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/28/policlinico-tor-vergata-liste-dattesa-la-ministra-grillo-chiede-uninformativa-alla-regione-il-primario-sono-fake-news/5140504/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/27/tor-vergata-in-cardiologia-doppia-lista-per-ricoveri-primario-da-la-priorita-a-chi-vuole-tra-i-favoriti-ce-stato-dellutri/5120957/

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/la-situazione-del-pronto-soccorso-di-latina_45595.shtml

LE NOSTRE PROPOSTE SU ROUSSEAU

Il Movimento è in continua evoluzione ed i vari cambiamenti, a volte, non sono stati graditi dagli attivisti e simpatizzanti. Alcuni hanno abbandonato altri ancora ci credono convinti che, nonostante tutto, non vi sia altra proposta politica più credibile.
Dunque, nell’ottica della partecipazione e dell’idea che dalla base possano pervenire le proposte più interessanti per migliorare il movimento, il nostro gruppo non si è tirato indietro alla richiesta di input per la riorganizzazione territoriale del M5S.
Per questo motivo, sulla piattaforma Rousseau, è stata depositata la seguente proposta:

– Tutti i meetup esistenti possono utilizzare i simboli dei 5stelle
– Il rapporto con le liste civiche sia avviato soltanto nelle città in cui vi è presenza di meetup multipli, evitando di far salire sul carro del MoVimento arrivisti o riciclati di altri partiti.
-Stop alla certificazione: Devono essere gli attivisti sul territorio a scegliere, nel caso in cui ci siano più gruppi in una sola città, tramite una votazione locale sulla Piattaforma Rousseau quale debba essere il gruppo ad avere il simbolo e il candidato sindaco.
-i gruppi sconfitti possono essere considerati “Civiche a 5stelle” poichè essendo gli stessi iscritti al Mov, hanno già accettato lo Statuto e di conseguenza il Codice Etico. Le Civiche a 5stelle potranno quindi entrare in un’ampia coalzione, ma soltanto per le comunali.
– Le primarie comunali devono essere libere da ingerenze ed endorsment da parte dei portavoce, e devono avere svolgimento almeno con 6 mesi di anticipo rispetto alle elezioni comunali.

FALLIMENTO TERME DI FOGLIANO – LA PROCURA DI LATINA INIZIA A SCAVARE!

Dodici attivisti di questo gruppo civico politico, nel mese di maggio dell’anno scorso, hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti del Lazio e alla Procura della Repubblica di Latina, teso a chiedere l’accertamento delle responsabilità politico amministrative che hanno portato al fallimento della società “Terme di Fogiano”, partecipata del Comune e della Provincia di Latina.
Questo gruppo (già autore dell’esposto sulla piscina comunale che, nel 2016, innescò l’operazione “Olimpia” e determinò l’arresto dell’ex sindaco, di noti politici, amministratori e professionisti locali) non può che ritenersi soddisfatto dell’avvio delle indagini delegate, dal sostituto procuratore Claudio De Lazzaro ai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Latina, intese a comprendere le ragioni e, magari, individuare i possibili responsabili di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni.
Una delle pagine più vergognose della storia di Latina dove la burocrazia, gli interessi, la sciatteria e l’ignavia hanno avuto il sopravvento rispetto all’idea di sviluppo di un’area che ieri era pubblica e domani sarà privata.
Come “privati” saranno i diritti di quei cittadini che hanno perduto un bene comune che da risorsa si è tramutato in debito.
Una storia simile alle tante che hanno ferito e mortificato la nostra giovane città, umiliando e depredando la sua collettività.
Ringraziamo dunque Gianluca Bono, Luca Pietrolucci, Massimo Lupi, Bernardo Bassoli, Alessandranna Nocella, Diana S., Valeria Scognamiglio, Nemesio Ricci, Andrea Stabile, Emanuele Coletti, Gaetano Bersani e Gaia Pernarella, per non aver abbassato la testa davanti l’arroganza di chi, con i beni della collettività, crede di poter fare qualsiasi cosa.
Ora non ci resta che attendere, fiduciosi, gli sviluppi di questa inchiesta.

NON C’E’ PACE PER LA PISCINA COMUNALE DI LATINA

Non c’è pace per la piscina comunale di Latina da dove ebbe inizio la fine politica dell’era Di Giorgi & C.Quella piscina che fece scaturite un esposto per presunto danno erariale a carico di chi, contrariamente a quanto previsto dal contratto, fece poco o nulla per evitare che il comune continuasse a pagare le utenze (luce, acqua e gas) al posto del gestore dell’impianto (la società Nuoto 2000 di Sivano Spagnoli & C., amico e allora compagno di partito dell’ex assessore allo sport e poi ex sindaco Di Giorgi) che, sin dall’inizio, avrebbe dovuto avere propri contatori per provvedere autonomamente al saldo delle varie bollette.Un gioco delle parti che, verosimilmente, ha favorito il “privato” a discapito del comune di Latina che, ancora oggi, è in contenzioso legale con il gestore che continua, nonostante tutto, il proprio business.Tuttavia, l’esposto da noi proposto alla Corte dei Conti e convertito in interrogazione parlamentare dal M5S diede l’imput per far partire le indagini dell’operazione “Olimpia” che, il 14 novembre 2016, condussero agli arresti, oltre che dei sopraccitati soggetti, di altri noti personaggi della politica, imprenditori e dirigenti dell’amministrazione comunale. Tra gli indagati, ricordiamo, anche l’ex deputato Pasquale Maietta, l’ex consigliere di FI Vincenzo Malvaso e l’ex assessore Giuseppe Di Rubbo.Ad oggi, il processo Olimpia è in corso e ancora non si è giunti al 1° grado di giudizio.Ma, dall’articolo di LT Oggi che alleghiamo, sembra che tutto ciò non sia bastato, nemmeno nell’era del Bene Comune di Coletta, per chiudere il capitolo contatori e voltura delle relative utenze. Anzi, peggio, poiché vi sarebbero già stati degli adeguamenti tecnici che, da tempo, avrebbero potuto consentire l’attribuzione delle utenze ai relativi fruitori. Dunque, ci poniamo le seguenti domande:

– ora chi sta pagando le utenze in uso al gestore dell’impianto notatorio di via dei Mille (ma la domanda vale anche per gli altri impianti sportivi comunali in gestione ai privati)?

– in che modo vengono fatti i conteggi in assenza di contatori che consentirebbero riscontri precisi?

– ora ci sarebbero gli estremi per contestare un ulteriore danno erariale?- il processo Olimpia arriverà a conclusione o la “santa prescrizione” farà cadere il sipario su una delle commedie più brutte che hanno visto come protagonista il Comune di Latina, costituitosi parte civile?

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Riferimenti:

http://latina5stelle.it/olimpia-linchiesta-partita-da-semplici-cittadini/
http://www.latinatoday.it/cronaca/olimpia-chiusa-l-inchiesta-per-40-indagati.html
https://www.latinaquotidiano.it/olimpia-tre-filoni-appalti-favori-al-latina-calcio-e-urbanistica-il-racconto-della-procura/

REPETITA – NON – IUVANT!

Era l’estate del’2014 quando l’amministrazione comunale dell’ex sindaco Di Giorgi (dimessosi l’estate del 2015 verosimilmente anche a causa delle pressioni psicologiche derivanti dalle varie indagini giudiziarie ed amministrative che avevano trasformato il Comune di Latina in una dépendance delle Forze dell’Ordine le quali, nell’autunno del 2016, diedero il via all’operazione “Olimpia” con l’arresto dell’ex primo cittadino, di diversi politici, amministratori e professionisti locali) decise di rottamare 6 pullman ibridi, acquistati dal Comune di Latina nel 2003 e mai utilizzati.

Mezzi acquistati, dall’amministrazione Zaccheo, al costo di 750 mila euro provenienti da un contributo del Ministero dei Trasporti.
Nonostante la presentazione in pompa magna, dell’allora vice sindaco Vincenzo Bianchi, nel 2005 furono accantonati nel deposito di Via Ofanto e per loro il Comune continuò a pagare bollo e assicurazione fino al giorno dell’avvenuta rottamazione.

Ieri, nonostante l’infausto esito di una precedente esperienza già costata cara ai contribuenti, il Consiglio comunale, con i soli voti della maggioranza LBC del sindaco Coletta, ha “deliberato l’acquisto di due autobus elettrici (del valore di €780 mila) e transenne per 830 mila euro derivanti da avanzo di amministrazione”.

Al riguardo:
– considerato che CSC ha vinto l’appalto del TPL mettendo a disposizione 39 autobus nuovi e che il parco macchine comunale conta ancora una ventina di mezzi (8 sarebbero già stati rottamati) di cui 5, quelli in condizioni migliori, usati da CSC per assicurare il TPL, perchè non riparare/sistemare (anche tramite la cannibalizzazione dei mezzi più vecchi) quelli ritenuti necessari per coprire la marina di Rio Martino nel periodo estivo?

– Se la sopraccitata riparazione dei mezzi in esubero non fosse possibile, considerando che il Trasporto Pubblico Locale (TPL) è ora affidato alla CSC, non sarebbe sufficiente, solo per il periodo estivo, rimodulare le corse al fine di coprire le corse sulla marina di Rio Martino?

– Considerato il valore dei nuovi mezzi, pari a 780 mila euro, detta somma non si sarebbe potuta impegnare per migliorare la viabilità (considerato lo stato disastrato in cui versano le strade cittadine); per migliorare la pedonabilità (considerato lo stato disastrato di molti marciapiedi); per migliorare la fruizione dei servizi da parte dei disabili (considerato le numerose barriere architettoniche che ancora limitano gli spostamenti dei diversamente abili ma non solo)?

– Considerato il valore complessivo della delibera, pari a 830 mila euro, il Comune non avrebbe potuto beneficiare di eventuali finanziamenti regionali o di altri enti pubblici invece di impegnare proprie risorse di bilancio?

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Fonte: https://www.latinacorriere.it/…/latina-deliberato-lacquist…/

Riferimenti: http://latina5stelle.it/5-domande-per-il-sindaco-di-g…/