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LE NOSTRE PROPOSTE SU ROUSSEAU

Il Movimento è in continua evoluzione ed i vari cambiamenti, a volte, non sono stati graditi dagli attivisti e simpatizzanti. Alcuni hanno abbandonato altri ancora ci credono convinti che, nonostante tutto, non vi sia altra proposta politica più credibile.
Dunque, nell’ottica della partecipazione e dell’idea che dalla base possano pervenire le proposte più interessanti per migliorare il movimento, il nostro gruppo non si è tirato indietro alla richiesta di input per la riorganizzazione territoriale del M5S.
Per questo motivo, sulla piattaforma Rousseau, è stata depositata la seguente proposta:

– Tutti i meetup esistenti possono utilizzare i simboli dei 5stelle
– Il rapporto con le liste civiche sia avviato soltanto nelle città in cui vi è presenza di meetup multipli, evitando di far salire sul carro del MoVimento arrivisti o riciclati di altri partiti.
-Stop alla certificazione: Devono essere gli attivisti sul territorio a scegliere, nel caso in cui ci siano più gruppi in una sola città, tramite una votazione locale sulla Piattaforma Rousseau quale debba essere il gruppo ad avere il simbolo e il candidato sindaco.
-i gruppi sconfitti possono essere considerati “Civiche a 5stelle” poichè essendo gli stessi iscritti al Mov, hanno già accettato lo Statuto e di conseguenza il Codice Etico. Le Civiche a 5stelle potranno quindi entrare in un’ampia coalzione, ma soltanto per le comunali.
– Le primarie comunali devono essere libere da ingerenze ed endorsment da parte dei portavoce, e devono avere svolgimento almeno con 6 mesi di anticipo rispetto alle elezioni comunali.

BASTONATA A 5 STELLE!

Bastonata a 5 Stelle!
… a quelli che, ma il voto di scambio;
… a quelli che, ma la legge elettorale;
… a quelli che, ma siamo il primo partito;
… a quelli che, “honestà”;
… a quelli che, “uno vale uno”;
… a quelli che, “non abbiamo ne capi ne padroni”;
… a quelli che, “non siamo un partito, non siamo una casta”;
… a quelli che, il nostro è un servizio civile non un mestiere;
… a quelli che, ieri restituivano e oggi incassano;
… a quelli che, ma nel 2014 non ci siamo presentati;
… a quelli che, meglio un selfie che l’attivismo;
… a quelli che, sono portavoce ma si sentono unti dal Signore;
… a quelli che, una volta eletti sono spariti dai territori;
… a quelli che, seminano per il proprio esclusivo interesse;
… a quelli che, salviamo Salvini o cade il Governo;
… a quelli che, in alto i cuori a prescindere;
… a quelli che, sono privi di spirito critico;
… a quelli che, poteva andare peggio;
… a quelli che, il movimento scoppia di salute;
… a quelli che, ora stanno comodi al calduccio negli alberghi e non vogliono tornare dietro un banchetto o in piazza;
… a quelli che, vinceremo noi;
… a quelli che, vinceremo poi;
… a quelli che, trovano mille scuse per non guardarsi allo specchio;
… a quelli che, hanno imparato a mentire a loro stessi;
… a quelli che, non si mettono mai in discussione;
… a quelli che, gné gné gné;
… abbiamo ricevuto una sberla peggiore delle più pessimistiche previsioni!
Bene!
Servono anche quelle per far tornare con i piedi a terra chi, per troppo tempo, ha tenuto la testa tra le stelle e usato la bocca per diffondere noiosa retorica e slogan.
Questo ennesimo “scivolone” dovrebbe indurvi al silenzio, all’umiltà, alla profonda riflessione.
Se veramente ci tenete al movimento che i cittadini e una base sempre più disorienta ha fatto arrivare al governo… solo ripartendo dal basso, puntando sulla trasparenza, sulla meritocrazia, sullo studio delle tematiche locali, sulla denuncia, sulla proposta, sul confronto libero e paritario, sulla democrazia diretta senza limiti, il M5S potrà tornare ad essere credibile e vincente sui territori.
Se, invece, i relativi vertici si limiteranno ad ufficializzare dei referenti, con il rischio di dare vita a capi-bastone e relative cordate … il suo destino è segnato!

OGNI COMPROMESSO HA UN LIMITE!

Salvini, rinnegando se stesso e cambiando idea, senza avvertire preventivamente il suo partner di governo, ha voluto incastrare il M5S, nel tentativo di costringerlo a snaturare se stesso e spaccare il proprio elettorato, e c’è riuscito!

Salvini è una vecchia “locusta” politica e come tale agisce nell’interesse esclusivo del proprio partito, dei propri “stakeholder” e non certo della nazione. Infatti, la Lega sta raggiungendo l’obiettivo di minare l’unità d’Italia attraverso l’autonomia di solo alcune regioni settentrionali, a danno delle altre che si vedranno drenare ulteriori risorse.

La Lega, dal contratto con il M5S, ha ottenuto più spazio di manovra e potere di quanto il M5S avrebbe dovuto concedergli, in particolare per la differenza di consensi ottenuti alle politiche del 2018. Ciò ha permesso a Salvini di saturare gli spazi mediatici e di esaltare le tematiche più becere finalizzate ad ottenere maggiore consenso a danno dei propri alleati storici di Centro Destra ma non solo.

Salvini, in definitiva, sta cercando la rottura con il M5S ma la vuole imputare ai pentastellati e anche se supererà questo scoglio, dopo il risultato delle elezioni regionali in Sardegna ed europee, troverà un altro modo per staccare la spina al governo giallo-verde ovvero alzando continuamente la posta.

Siamo arrivati al capolinea, ed il medico pietoso fa solo la piaga puzzolente.

Ma perchè Di Maio ed il suo “Politburo”, non vogliono assumersi la responsabilità di una scelta politica in linea con i valori fondativi del M5S?

Perché questa chiamata al “voto” della base pentastellata che sembra più una mossa in extremis alla Ponzio Pilato, tanto più che in altre vicende interne al M5S la base non è stata quasi mai interpellata (ad esempio la selezione tra più liste civiche antagoniste in cerca di certificazione per le elezioni amministrative)?

Perché si sta cercando una legittimazione dalla propria base per derogare su uno dei principi cardine del M5S, ovvero nessuno è al di sopra della legge e della Costituzione italiana?

Se la risposta è “perché hanno paura di far cadere il Governo” ritengo che è solo questione di tempo poichè cadrà comunque, ed il fatto che Salvini dopo le elezioni in Abruzzo abbia fatto capire che l’esecutivo “deve stare sereno” è una evidenza nello stile Renzi.

Se, invece, non cadrà sarà solo perchè il M5S si sarà appiattito sulle posizioni della Lega. A questo punto, basta, poichè a prescindere dall’esito del voto sulla piattaforma Rousseau, ci sarà comunque un’ulteriore perdita di consenso per il M5S.
Allora, è meglio affondare con dignità tenendo fede ai principi costituenti del M5S ovvero onestà, legalità, uguaglianza di fronte alla legge anche degli appartenenti al “sistema” di cui ora il M5S fa parte.

Se non si concederà l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, magari convinti dalla suadente quanto contorta difesa d’ufficio pubblicata sul blog delle stelle, palesemente schierato contro la stessa, il M5S si trasformerà definitivamente in un partito autoreferenziale, attaccato allo scranno, dunque uguale a tutti gli altri.

Per quanto sopra, domani voterò a favore dell’autorizzazione a procedere del tribunale dei ministri, dunque, secondo quanto formulato dal quesito pubblicato sul blog delle stelle voterò “NO” nonostante sia consapevole che la magistratura non sia totalmente impermeabile alle manipolazioni politiche; voterò “NO” nonostante vi sia il rischio della caduta di un governo innaturale retto da un “compromesso” che rischia di spazzare via un movimento che ho contribuito, nel mio piccolo, a far crescere; voterò “NO” perchè se la politica è l’arte del compromesso è pur vero che ogni compromesso ha un limite!

* * * * *

Si riporta, di seguito, il quesito:

Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?
 – SI, per NEGARE l’autorizzazione a procedere.
 – NO, per CONCEDERE l’autorizzazione a procedere.

Le votazioni saranno aperte su Rousseau lunedì 18 febbraio dalle 10.00 alle 19.00.

 

CHI SEMINA RACCOGLIE!

Chi si ostina a paragonare tornate elettorali con ambiti territoriali disomogenei (nazionali con le regionali o addirittura le amministrative) e leggi elettorali differenti, è semplicemente ridicolo, oltre che intellettualmente disonesto.

Ciò, purtroppo, accade continuamente in particolare tra le elezioni nazionali e quelle regionali.

Detto ciò, in Abruzzo, nel 2014, il M5S aveva preso il 21,41%, ora è sceso intorno al 19,5%. Dunque nessun crollo del movimento come, invece, stanno urlando ai 4 venti le trombe mediatiche.
La Lega, unita al fronte di CDX, fagocitando politicanti e voti dell’ex galassia PDL ma anche del PD, continua la sua ascesa.

Ciò significa che gli elettori M5S abruzzesi non hanno recepito il lavoro politico dei “portavoce” regionali degli ultimi 5 anni e, probabilmente, non condividono, del tutto, la linea politica giallo/verde nazionale.

Il tutto, però, non si è trasformato in un vero e proprio voto di protesta ma, bensì, in astensione, aumentata di circa l’8%.

E mentre i grillini “innamorati” si accontentano con commenti tipo “… abbiamo comunque tenuto”, i fanatici si lasciano andare a commenti tipo “… e allora il PD?”.

Ma nel movimento del “cambiamento”
nessuno si chiede come mai, in 5 anni, il M5S in Abruzzo non sia minimamente cresciuto?

Nessuno si chiede come mai il movimento in Abruzzo sia calato, anche se di poco, nei consensi nonostante una campagna elettorale supportata dai suoi “VIP”?

La risposta è semplice, ma sgradevole alle orecchie di chi non accetta l’idea di una sana autocritica!

Il risultato elettorale regionale conferma che il Movimento ha esaurito la spinta propulsiva che gli garantiva la rete.

Inoltre, non avendo investito nei territori e negli attivisti continua a soccombere davanti alle reti clientelari, alle coalizioni partitocratiche e paraciviche, ai portatori di voto.

Il movimento sta arretrando, invece di avanzare, sia nelle competizioni elettorali regionali che amministrative perché non è più visibile ne credibile a livello territoriale.
I Meetup sono morti o se non lo sono, di massima, assomigliano ormai a delle bocciofile.

Gli attivisti (il motore del M5S nei territori) stanno diminuendo in maniera sensibile poiché non sono più disposti a spendere tempo e risorse personali con il rischio di non essere politicamente legittimati, quando va bene, e/o lasciati alla mercé di esposti e intimidazioni varie, quando va male.

Gli attivisti non sono più disposti a farsi linciare da arrivisti e detrattori vari, o censurare da presunti referenti o “portavoce” con poteri di veto.

Del resto, perché ci si dovrebbe esporre per portare acqua a dei “portavoce” sempre meno credibili, sempre meno presenti sui territori, sempre più autoreferenziali?

Questo, cari miei pentastellati, è solo un piccolo assaggio dello Tsunami (lo ricordate?) che, come un boomerang, investirà il M5S alle prossime tornate elettorali se non si correrà subito ai ripari.
* * * * *
Gian.Bo

FALLIMENTO TERME DI FOGLIANO – LA PROCURA DI LATINA INIZIA A SCAVARE!

Dodici attivisti di questo gruppo civico politico, nel mese di maggio dell’anno scorso, hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti del Lazio e alla Procura della Repubblica di Latina, teso a chiedere l’accertamento delle responsabilità politico amministrative che hanno portato al fallimento della società “Terme di Fogiano”, partecipata del Comune e della Provincia di Latina.
Questo gruppo (già autore dell’esposto sulla piscina comunale che, nel 2016, innescò l’operazione “Olimpia” e determinò l’arresto dell’ex sindaco, di noti politici, amministratori e professionisti locali) non può che ritenersi soddisfatto dell’avvio delle indagini delegate, dal sostituto procuratore Claudio De Lazzaro ai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Latina, intese a comprendere le ragioni e, magari, individuare i possibili responsabili di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni.
Una delle pagine più vergognose della storia di Latina dove la burocrazia, gli interessi, la sciatteria e l’ignavia hanno avuto il sopravvento rispetto all’idea di sviluppo di un’area che ieri era pubblica e domani sarà privata.
Come “privati” saranno i diritti di quei cittadini che hanno perduto un bene comune che da risorsa si è tramutato in debito.
Una storia simile alle tante che hanno ferito e mortificato la nostra giovane città, umiliando e depredando la sua collettività.
Ringraziamo dunque Gianluca Bono, Luca Pietrolucci, Massimo Lupi, Bernardo Bassoli, Alessandranna Nocella, Diana S., Valeria Scognamiglio, Nemesio Ricci, Andrea Stabile, Emanuele Coletti, Gaetano Bersani e Gaia Pernarella, per non aver abbassato la testa davanti l’arroganza di chi, con i beni della collettività, crede di poter fare qualsiasi cosa.
Ora non ci resta che attendere, fiduciosi, gli sviluppi di questa inchiesta.