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LAGUNA PONTINA

Dieci minuti di pioggia intensa!
Quanto basta per trasformare molte vie di Latina in veri e propri corsi d’acqua.
Ma cosa si potrebbe fare per evitarlo almeno in quei punti della città particolarmente critici che, ciclicamente, si allagano rendendo impraticabile o addirittura pericoloso il relativo attraversamento?
Come noto, la graduale tropicalizzazione del bacino mediterraneo non farà altro che peggiorare i fenomeni temporaleschi sul nostro paese  (dunque anche la formazione di tornado come quello che, purtroppo, si è abbattuto su Terracina, provocando ingenti danni, feriti e un morto) potranno essere combattuti solo con un’adeguata prevenzione a partire dalla potatura delle fronde degli alberi e l’abbattimento di quelli malati, pericolanti o posti troppo a ridosso di punti particolarmente sensibili come scuole, ospedali, uffici, abitazioni ecc. (prevedendo, ovviamente, la corrispettiva nuova piantumazione di specie autoctone in zone più idonee).
Dunque la parola d’ordine è prevenzione!
Una parola che implica “un’azione diretta a impedire il verificarsi o il diffondersi di fatti non desiderati o dannosi” che, purtroppo, viene mortificata dalla cronica assenza di risorse economiche, in particolare dei comuni e delle province.
Ma la mancanza di tali risorse può essere tamponata con un’accorta pianificazione e mappatura dei territori al fine di intervenire prioritariamente sulle zone ritenute particolarmente a rischio, anche in maniera graduale.
Ma queste opere di prevenzione posso essere di diversa entità ovvero sia semplici (come la banale pulizia delle caditoie) che complesse (come, già anticipato, la potatura o rimozione di alberi d’alto fusto).
Ma entrambe le attività di prevenzione sono fondamentali e, partendo da quelle più semplici, devono essere effettuate in anticipo rispetto all’evento meteorologico avverso, soprattutto quando previsto ed atteso.
Altrimenti a cosa servono le allerta meteo emanate dalla competente autorità regionale che può portare i primi cittadini ad emanare ordinanze particolarmente restrittive al fine di limitare danni a cose e persone (come ad esempio la chiusura delle scuole)?
In sintesi bisogna abituarsi a prevenire, ad attrezzarsi, ad affrontare eventi climatici avversi a cui non siamo abituati. Del resto in caso di alluvione, spesso, si può rimane senza corrente elettrica (con conseguente impossibilità di utilizzare qualsiasi elettrodomestico compreso la caldaia) e l’acqua corrente divenire non potabile.
Cosa fare in questi frangenti se non si è pensato, in anticipo, di fare un’adeguata scorta d’acqua o, ove possibile, dotarsi di sistemi ausiliari per la produzione di corrente elettrica?
Dunque, appare chiaro che quando viene emanato “un’allerta” chi di dovere deve mettere in campo tutte le iniziative connesse ad affrontare al meglio una possibile situazione d’emergenza. Ma questa mentalità deve essere fatta propria anche dal singolo cittadino che si deve auto educare alla prevenzione senza mai banalizzare l’emanazione di un allarme.
I social, in questo, possono aiutare a diffondere gli allarmi quando diffusi da fonti attendibili come il comune, la prefettura, la provincia o la regione. Il copia e incolla di post privati che non riportano il link alla relativa fonte vanno sempre verificati poichè, purtroppo, c’è sempre l’idiozia che porta taluni elementi a emanare falsi allarmi.
Le “good practice” (le esperienze passate che vengono opportunamente tradotte in regole o piani che possono essere seguiti e ripetuti) servono proprio a minimizzare l’impatto di un evento calamitoso.
Se dalle esperienze passate o dagli errori commessi, anche in buona fede, dagli amministratori di un ente pubblico (comune, provincia o regione), non si traggono gli opportuni insegnamenti per non reiterarli significa che certi soggetti, evidentemente, non sono idonei a ricoprire certi incarichi.
Dunque, ci chiediamo perchè a Latina, in occasione di piogge particolarmente abbondanti, vi sono zone che ciclicamente vengono sommerse dalle acquee divenendo impercorribili o addirittura pericolose.
L’ennesimo esempio lo abbiamo avuto, questa mattina, in diversi punti cittadini storicamente critici come quello della pseudo rotonda Piattella dove, una decina di minuti di pioggia intensa, sono bastati per trasformala in una piccola laguna.
Negli anni si sono avvicendate diverse amministrazioni ma nulla è cambiato; nemmeno con quella che aveva annunciato la scrittura di “un nuovo libro” ma che, certamente anche per la grave eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni, non riesce a scrivere ancora capitoli particolarmente convincenti, in particolare nell’ambito dell’urbanistica e del decoro urbano.
Quel decoro che i cittadini che abitano in zona Piattella/Persicara (porta ovest della città) continuano ad auspicare ma che sembra vincolato, purtroppo, alle sorti dell’ex complesso industriale SVAR che, da decenni, deturpa e mortifica il relativo quartiere considerato, ormai, una zona di serie “B”.
Passano gli anni ma “la porta ovest” (via Piave/Romagnoli) continua ad apparire come un vecchio “infisso” che nessuno vuole ristrutturare, considerato più un rifiuto che un bene comune da mantenere alla stregua di “porte” cittadine più pregiate come quelle rappresentate da via del Corso, via Isonzo e viale Cesare Augusto, ovvero gli altri ingressi alla nostra città.

Forse le tasse comunali pagate dai cittadini del quartiere Piattella/Persicara valgono di meno rispetto a quelle versate da quelli che abitano in altri quartieri?
Eppure basterebbe veramente poco!
Non ci si aspetta certamente lavori di natura straordinaria, seppur ampiamente auspicabili e necessari, come l’estensione dei marciapiedi ai vicini superstore Mauri’s, Eurospin e Sport 85, peraltro frequentatissimi; ne il potenziamento dell’illuminazione pubblica su una strada ad alta percorrenza.
Ma da un’amministrazione accorta e lungimirante si pretende almeno l’effettuazione della manutenzione ordinaria come, appunto, la pulizia delle caditoie responsabili, quando ostruite, dell’allagamento della sede stradale; in particolare quando la stessa si trova al centro di una intersezione di più strade tutte inclinate e convergenti verso il medesimo centro.
Sarà per questo che la pseudo rotonda Piattella nonché la rotonda dell’aviatore (ormai ribattezzata del “navigatore”) finiscono ciclicamente sott’acqua?
Non basta il ripetersi di certi episodi per stimolare un’amministrazione accorta e lungimirante a procedere alla preventiva pulizia delle caditoie, in particolare quando vengono emanati degli allerta meteo?
* * * * *
Per visionare il video del contemporaneo allagamento della rotonda dell’aviatore cliccare QUI (Fonte: LatinaTu)

CHI L’HA VISTA?

Dopo aver letto le dichiarazioni della parlamentare pentastellata Marinella Pacifico, riportate  il 17 ottobre scorso dalla testata on line Latina Corriere e ribadite, ieri, dalla testata on line News24-It , ci domandiamo se la “mobilità sostenibile” sia ancora uno dei principali cavalli di battaglia del M5S.

Possibile mai che la neo eletta “portavoce” di Latina abbia già dimenticato il significato delle 5 stelle che le hanno garantito l’accesso in Parlamento?

Per la senatrice fruttariana e no vax , le cui sibilline posizioni, candidamente espresse sul proprio profilo Facebook (prontamente sanitizzato), hanno attirato l’attenzione del Fatto Quotidiano e dei media nazionali e locali, tematiche come: acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività e ambiente hanno ancora un significato?

È mai possibile che alla “portavoce” Pacifico siano bastate delle ricostruzioni giornalistiche che hanno attribuito al Ministro Toninelli (che invitiamo a fare al più presto chiarezza) dichiarazioni concilianti verso la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina, per tacciare di “infantilismo politico”  tutti i suoi colleghi che, fedeli alla “stella” della mobilità sostenibile, si sono sempre opposti ad un progetto dispendioso e anacronistico il cui iter per la gara d’appalto è stato, tra le altre cose, bloccato dalla sentenza del Consiglio di Stato resa pubblica il 13 Settembre 2018?

Ma chi saranno mai questi “infantili” esponenti M5S che, comportandosi da veri portavoce, prima di dichiararsi contrari alla realizzazione di una dispendiosa infrastruttura, hanno approfondito studi e analisi elaborate da tecnici qualificati coinvolti sia dal comitato civico NO Corridoio che da vari Meetup territoriali?

E quali sono le amministrazioni pentastellate che, per i medesimi motivi, si sono dichiarate anch’esse contrarie alla realizzazione dell’autostrada Roma-Latina?

L’elenco è presto fatto:

  • tutti i portavoce del M5S eletti al Consiglio Regionale del Lazio (molti dei quali confermati per un secondo mandato tra cui spiccano, per il loro impegno al riguardo, Gaia Pernarella e Valentina Corrado. Per non parlare della ex deputata e candidata governatrice del Lazio Roberta Lombardi che nel corso della campagna elettorale è giunta ad affermare Se volete la Roma-Latina non mi votate perché con me non si farà mai;
  • la senatrice Elena Fattori che, il 30 settembre 2017, ha partecipato all’evento informativo promosso a Latina dal Comitato NO Corridoio in Piazza del Popolo;
  • il neo deputato Raffaele Trano che, il 13 ottobre u.s., nel corso di un consiglio comunale indetto sull’argomento dal Sindaco di Cisterna Mauro Carturan ha introdotto l’opposizione al progetto del gruppo dei 5 Stelle rappresentato nello stesso comune dai consiglieri Capuzzo e Sarracino ;
  • l’amministrazione M5S del Comune di Roma;
  • l’amministrazione M5S del Comune di Pomezia;
  • l’amministrazione M5S del Comune di Ardea.

Dunque, può la singola opinione di una semplice “portavoce”, per quanto legittima, andare contro l’indirizzo di un gruppo politico che si è sempre mostrato compatto e contrario al progetto?

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S, avrebbe appreso che la sua auspicata autostrada a pedaggio non è altro che una lingua d’asfalto, in parte nuova e in parte sovrapposta al vecchio tracciato della Pontina, con inizio a Borgo Piave e fine a Castel Romano.

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S,  avrebbe appreso che da Castel Romano fino al Grande Raccordo Anulare, il tracciato resta invariato e dunque soggetto ai soliti infernali ingorghi.

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S,  avrebbe appreso che il pedaggio della sua auspicata autostrada costerà ai relativi pendolari ben €13 (A/R) al giorno, che per 20 giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) al mese corrispondono a €260.

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S,  avrebbe appreso che per percorrere il tragitto da Latina a Roma Eur e viceversa (124 Km A/R), con una macchina diesel che consuma 20 Km/L, si dovrebbero aggiungere circa €9 al giorno di carburante che, per 20 giorni lavorativi (da lunedì a venerdì), corrispondono ad un importo pari a €180. Dunque, a fine mese, un pendolare giornaliero si vedrebbe decurtato il proprio reddito mensile di ben €440 (senza contare i costi di manutenzione del veicolo), quasi l’equivalente di un affitto o di un mutuo.

Senatrice Pacifico, quanti lavoratori precari o monoreddito potrebbero permetterselo?

Inoltre, come noto, la realizzazione dell’autostrada comporterebbe un danno economico e ambientale poiché a numerose aziende agricole verrebbero espropriati terreni in cambio di risarcimenti ridicoli.

Ma qual è l’alternativa da sempre proposta dal Comitato NO Corridoio?

Ebbene, diversamente dalla strombazzata generica “messa in sicurezza” (veicolata molto spesso dai media non interessati a scendere nel dettaglio), si è sempre chiesta una conversione del progetto autostradale in un virtuoso adeguamento di tutta la Via Pontina che prevede la realizzazione di: corsie d’emergenza; spartitraffici e carreggiate a norma di legge; eliminazione degli incroci a raso; adeguata illuminazione almeno nei punti più pericolosi; rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale; apposizione dei pannelli fonoassorbenti in prossimità dei centri abitati; rifacimento del fondo e del manto stradale con asfalto drenante; tangenziali nei punti più nevralgici (es. Aprilia e Pomezia).

Dunque la Pontina potrebbe rimanere gratuita ma adeguata alle moderne super strade europee con costi e tempi di realizzazione accettabili (2 anni) nettamente inferiori a quelli necessari per la costruzione di un’autostrada (stimati in 2 miliardi e 800 milioni di euro e 7 anni di tempo).

Riguardo il traffico delle merci, invece, potrebbe essere alleggerito dirottandolo sulla tratta ferroviaria Roma/Napoli
mentre quello veicolare potrebbe essere sensibilmente ridotto con l’aumento e ottimizzazione dei treni pendolari diretti da Latina a Roma e viceversa. In fine, in un secondo momento, si potrebbe pensare anche alla realizzazione di una metropolitana di superficie parallela alla Pontina.

Dunque, considerata l’alternativa, perchè mai la “portavoce” Pacifico si dice favorevole all’opera più inutile e dispendiosa per la collettività, ovvero l’autostrada?

Forse perchè la neo “portavoce” pentastellata non ha mai partecipato, come invece fatto da molti altri suoi colleghi, ai vari eventi informativi che, negli anni, sono stati organizzati sulla tematica dal Comitato civico “NO Corridoio”?

Nel dubbio poniamo ai cittadini, simpatizzanti, attivisti e portavoce M5S che hanno partecipato ai sopra citati eventi una semplice domanda: chi l’ha vista?

E già che ci siamo, vorremmo anche sapere se la “portavoce” Pacifico ha mai partecipato ad eventi elettorali organizzati in supporto dei candidati M5S delle varie liste certificate che si sono presentate alle scorse elezioni amministrative della nostra provincia.

Perciò, preoccupati per la sua figura di “portavoce”, ripetiamo l’appello: chi l’ha vista?

FALLIMENTO TERME DI FOGLIANO – ACCERCHIAMENTO A 5 STELLE

Lo scorso 25 luglio, il Movimento 5 Stelle, tenuto conto della gravità relativa al fallimento delle Terme di Fogliano, tramite la portavoce al Senato Elena Fattori, ha ritenuto opportuno presentare una “interrogazione a risposta scritta” a:
– MINISTRO DELL’INTERNO;
– MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE.
 
Dunque una seconda interrogazione, dopo quella depositata il 9 luglio u.s. presso la Camera dei Deputati dal portavoce M5S Raffaele Trano (indirizzata alla Presidenza del Consiglio; Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dell’Interno), intesa a comprendere le ragioni e, magari, stimolare gli organi competenti ad individuare i possibili responsabili di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni.
Una delle pagine più vergognose della storia di Latina dove la burocrazia, gli interessi, la sciatteria e l’ignavia hanno avuto il sopravvento rispetto all’idea di sviluppo di un’area che ieri era pubblica e domani sarà privata.
Come “privati” saranno i diritti di quei cittadini che hanno perduto un bene collettivo che da risorsa si è tramutato in debito.
Una storia simile alle tante che hanno ferito e mortificato la nostra giovane città, umiliando e depredando la sua collettività.
Ma noi non molliamo perchè vogliamo la verità!
* * * * *
Riferimenti:

C’ERA UNA VOLTA UN PICCOLO NAVIGLIO

C’era una volta un piccolo naviglio… che tra due giorni andrà all’asta!
E giustamente nell’articolo pubblicato la settimana scorsa da LT OGGI, l’associazione “Codici” si chiedeva… “perchè vendere le barche a perdere e non donarle alle forze dellìordine …”?

Un interrogativo intelligente ed opportuno poichè, come noto, vi sono altri corpi dello Stato come, ad esempio, la Polizia, la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera i Carabinieri e persino i Vigili del Fuoco che sarebbero certamente in grado di utilizzare e valorizzare i due natanti veloci nel migliore dei modi avendone già altri, nei rispettivi nuclei navali, indispensabili per assolvere i relativi compiti istituzionali anche in mare.

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ESPOSTO PER IL FALLIMENTO DELLA SOC. TERME DI FOGLIANO

Il gruppo civico-politico “Meetup 256”, in seguito alla riunione svoltasi lo scorso 11 maggio, tenuto conto:

– del fallimento della Società Terme di Fogliano (proprietà del Comune e della Provincia di Latina) decretato dal tribunale di Latina il 20/12/2017;

– degli eventi politico amministrativi che hanno condotto al fallimento di una società pubblica;

– dei documenti acquisiti nell’ambito di accesso agli atti presso il Comune di Latina;

– delle pubblicazioni scientifiche disponibili presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Sapienza di Roma;

degli approfondimenti curati dal proprio attivista Gianluca Bono;

– delle notizie redatte, nel tempo, da noti giornalisti locali;
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