FRATELLI D’ITALIA MEMENTO

Puntuto e immemore, l’ex presidente del Consiglio comunale di Latina Nicola Caladrini (Fratelli d’Italia), a mezzo stampa, s’indigna e s’impegna per ovviare allo stallo del rinnovo del consiglio di amministrazione di Acqualatina S.p.a.

Lo smemorato di Collegno scaglia la propria rabbia nei confronti di Fazzone e il PD rei di aver costruito ad hoc un artificio retorico (meglio noto come supercazzolone) con cui ai quattro venti sbandierano una voglia di trasparenza e merito per il cda di Acqualatina e che, in realtà, nasconde l’ennesimo abbraccio mortale tra due falsi nemici per favorire nomine, in verità, scelte e catapultate in seno alla società pubblico-privata.

Il PD e Fazzone avevano proposto di nominare il cda di Acqualatina attraverso un bando ad evidenza pubblica e, per farlo, sarebbe dovuto cambiare lo Statuto della società. Vero.

Calandrini, cadendo dal pero, dichiara che per modificare lo Statuto si deve passare necessariamente attraverso i Consigli dei Comuni che fanno parte dell’Ato4 ossia coloro che detengono il 51% di Acqualatina. Vero anche questo.

Ricadendo dal pero (deve essere uno sport confortante), Calandrini si accorge che: ”PD e Forza Italia, dopo aver sbandierato, la necessità di dover dare corso ad un adeguamento dello Statuto societario, al fine di procedere al rinnovo dei Componenti il Cda, secondo criteri di meritocrazia, con il ricorso all’evidenza pubblica, hanno fatto mancare il numero legale nell’Assemblea fissata per avviare tale modifica.

Nicola Calandrini

Nicola Calandrini

È probabile che lo stesso accada lunedì prossimo, perché il loro gioco ormai è chiaro. Non possono infatti modificare perché la legge non glielo permette. Dunque decideranno nomi del cda nel segreto di qualche stanza, come avviene da sempre. Una condotta imbarazzante fatta in spregio alla trasparenza e al rispetto dei cittadini, segno evidente che gli unici interessi di cui sono portatrici dette forze politiche sono quelli tesi all’accaparramento dei posti di potere, costi quel che costi”. Vero, bravo, bis.

Se osservassimo l’insieme dalla prospettiva di AstroSamantha, Calandrini potrebbe rappresentare il perfetto nuovo rottamatore pontino che con sprezzo del periglio si avventa contro quei cattivoni di Moscardelli, Fazzone, Veolia eccetera.

Il giornale che gli dedica questo articolo – LatinaEditorialeOggi -, nel quale si tratteggia Calandrini come un idealista della meritocrazia pronto a tutto per combattere scherani e ipocriti, fa seguire ad esso un’altra pagina a tinte lussureggianti (un po’ fosche per noi cittadini) in cui si profila la candidatura del Calandrini a sindaco di Latina: appoggiato da un’armata della credibilità costituita da Fratelli d’Italia, l’Ncd di Tiero (?!?), l’Udc del giovane virgulto in procinto di essere processato per lo scandalo di Formia Servizi Michele Forte e, last but not least, il nuovo piazzista d’Italia Salvini.

Sarebbe una storia a lieto fine per lor signori, peccato che alcune note dello spartito sembrino scritte da Pupo in uno stato alcolemico/psicotropo spinto. Infatti, come M5S di Latina, avevamo già dato voce alle perplessità riguardo alla debole e furba scelta del PD e di Fazzone; peccato inoltre che Calandrini e Fratelli d’Italia non abbiano alcuna credibilità nel denunciare il presunto inciucio tra Fazzone e PD – presunto solo perché è, di fatto, strutturale da diversi anni nello specifico ambito dell’universo Acqualatina.

Andiamo con ordine.

Il Comitato civico Acqua Pubblica di Aprilia – di cui abbiamo riportato, sulla nostra pagina facebook, il comunicato ormai due settimane fa – aveva già delineato in quattro punti la pochezza della proposta moscardellian-fazzoniana, smontandola pezzo per pezzo:

1) per cambiare lo statuto della società i sindaci avrebbero bisogno dell’approvazione dei rispettivi consigli comunali, visto che i soci al 51% sono gli Enti locali;

2) per cambiare lo statuto in assemblea straordinaria dei soci deve essere d’accordo più dei 2/3 (66,6%) del capitale sociale, ma siccome il pubblico ha solo il 51%, senza l’accordo del privato Veolia lo statuto non si cambia!

calandrini 23) la scelta dei membri del CDA con selezione pubblica può essere “concessa” solo per i membri di nomina pubblica, poiché la scelta dei membri privati e pubblici avviene attraverso liste separate, ed il pubblico non può imporre la lista dei candidati di nomina privata;

4) per l’assemblea ordinaria che in seguito eleggerebbe i nuovi membri in prima convocazione è necessaria la presenza di almeno il 50% del capitale, mentre in seconda non c’è limite di capitale rappresentato. In entrambi i casi si decide con il voto dei 2/3 del capitale presente. Ma essendo scontato che il capitale pubblico non è mai presente al 51%, sia in prima che in seconda convocazione la parte del leone e le regole le detta il privato con il suo 49% in un’unica mano!

Tra l’altro, chi vuole fare la voce grossa dimentica che i comuni di Latina, Terracina, Cisterna, Fondi, Lenola, Minturno, Sabaudia, Sonnino, Sperlonga, SS.Cosma e Damiano, hanno le quote societarie sotto pegno per un totale di quote pubbliche del 28,83% a favore della Depfa bank e che il pegno restringe la loro “libertà” di movimento ogni qualvolta la banca ravvisi le condizioni di rischio rilevante o potenziale sulla restituzione del finanziamento ottenuto da Acqualatina; e la scelta del Vice presidente e dell’Amministratore Delegato che spetta da statuto ai soci privati non è un fatto secondario per gli affari della banca!

Calandrini, dunque, oltre a non essere l’intestatario del facile disvelamento del giochetto pidin-forzaitaliota, non è assolutamente nella posizione di avanzare alcuna critica nei confronti di alcuno.

Dimentica che il casus belli che ha portato allo sprofondamento della Giunta Di Giorgi fu dovuto al fatto che il suo partito, Fratelli d’Italia, tramite il suo uomo di punta, il sempre solerte Maietta, aveva stabilito, in accordo con Udc e Ncd, che nel cda dovessero andarci altri uomini senza il beneplacito del senatore Fazzone.

I guerrieri della notte (Warriors) è un film del 1979 ambientato a New York nel contesto urbano di una guerra per bande.

I guerrieri della notte (Warriors) è un film del 1979 ambientato a New York nel contesto urbano di una guerra per bande.

Non presi dalla strada come piccoli Oliver Twist, ma scelti proprio in capo a ragioni delle sempre vive appartenenze e fedeltà partitiche. Non già per far trionfare la meritocrazia (come adesso vorrebbe far credere di avere a cuore Calandrini), bensì secondo le solite regole spartitorie/depredatorie che Maietta e Calandrini devono aver appreso in questi anni dal califfo fondano Fazzone con cui erano beati alleati e che ha fatto scuola colonizzando Acqualatina.

Per la cronaca Maietta&Co. proponevano come componenti del cda della società idrica Leonardo Palombi, Renzo Vecchi e Igor Ruggieri e, in qualità di membri del Collegio sindacale, Bernardino Quattrociocchi, Ernesto Testa e Mariagrazia De Biaggio. Ora, i soliti pentastellati maligni e complottisti potrebbero dire che sono “tutti professionisti e amici degli esponenti di Fratelli d’Italia, Udc e Ncd”.

Infatti lo diciamo, oltre al fatto che a dirlo è lo stesso Fazzone.

I guerrieri della notte” in salsa pontina, dunque, continua. I partiti cercano di turlupinare la memoria e la coscienza dei cittadini tra poltrone da assegnare e pudenda da ben coprire confondendo responsabili, cause e conseguenze delle azioni che hanno compiuto e compiono ai loro danni, con la complicità di articoli di stampa che non evidenziano le giravolte di chi pronuncia alcune dichiarazioni che hanno la stessa fondatezza di una tesi astrofisica presentata da Topo Gigio alla Nasa (vedi Calandrini e Acqualatina); senza dimenticare il recente delirio propagandistico tra manifesti imbrattanti la città, in deroga a leggi di affissione e spinti all’abusivismo selvaggio (quelli di calandriniFratelli d’Italia) e font paraculi (quelli del PD) che cercano di attirare il voto dei borghigiani veneti (trattandoli come omuncoli al pascolo del consenso elettorale) con i caratteri di stampa che richiamano il littorio e gli squilli di Giovinezza.

Questo è il panorama politico dove ci muoviamo e dove, sempre più, il M5S si conferma come l’unica forza di cittadini in grado di battagliare, tra le altre cose, nella Conferenza d’Ambito degli Enti locali: un sindaco 5Stelle porterebbe la voce dei cittadini e non quella dei poltronifici partitici o, peggio ancora, del socio privato Veolia, poiché sarebbe completamente slegato da interessi che ormai da anni si protraggono, dal granducato fazzoniano ai legami pidini con l’amministratore delegato di Acqualatina, espressione del socio privato francese, Raimondo Besson incidentalmente imparentato con Michele Meta, deputato PD e Presidente della Commissione Trasporti alla Camera.

Posted on 17 Giugno 2015, in Blog and tagged , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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