Il Movimento 5 Stelle contro la criminalità pontina

Sui social network e sugli organi d’informazione hanno destato critiche e qualche osanna (sparuti e timidini a dir la verità) le affermazioni del senatore Claudio Moscardelli riguardanti la criminalità locale.

Ovviamente, e non aspettiamo niente di più dal partito di cui è esponente il senatore, nessun nome, nessun fatto circostanziato, nessun collegamento tra ciò che si afferma e la realtà.

Oggi, 9 agosto 2015, la giornalista di Latina Oggi Graziella Di Mambro ha dedicato il suo editoriale partendo proprio dalle dichiarazioni del senatore del PD.

Come detto in svariati post e articoli scritti sulla pagina Facebook “Movimento 5 Stelle Latina” e sul sito latina5stelle.it, il senatore Moscardelli si è da un po’ di tempo auto proclamato paladino della legalità forse perché facente parte della Commissione Antimafia e facente funzione del ruolo di Segretario della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.

Anche la Di Mambro, di cui si ricordano articoli importanti sulla criminalità pontina, dà credito a una persona solo per il fatto di assumere le funzioni di una carica. Eppure, non si ricordano interventi netti e rilevanti sulla criminalità locale compiuti dal senatore e, sopratutto, dal suo partito – proprio perché crediamo che una sola persona non può diventare un supereroe, è bene stabilire che il senatore non ha la totale responsabilità di questa mancanza di credibilità, bensì è il suo partito, i suoi organi più importanti, ad avere bucato ormai da anni la prova della credibilità dopo essere stati coinvolti in numerosi scandali, anche inerenti alle criminalità peggiori del nostro Paese.

Dispiace constatare come un’ottima professionista quale è Graziella Di Mambro scriva nel suo editoriale che nessuna forza politica ha mai espresso solidarietà ai magistrati del processo Caronte che come Movimento Cinque Stelle abbiamo seguito e considerato uno spartiacque eminentemente rilevante della storia pontina. Noi l’abbiamo fatto con articoli, comunicati e, sopratutto, con azioni concrete, per lo più ignorate dai media ma non dai cittadini (non vuole essere una critica, ma semplicemente una constatazione che si è data priorità ad altro).

Lo scorso settembre 2014, dopo l’ennesimo episodio di violenza perpetrato da alcuni dei Di Silvio in compagnia dell’inquietante presenza di Sparta Leonardi, figlio di un ex pentito di Cosa Nostra, ai danni di un ragazzo di Latina, il M5S di Latina ha tenuto a mostrare la sua solidarietà al medesimo incontrandolo e spronandolo a continuare la sua azione di denuncia; abbiamo, inoltre, affisso alcuni manifesti nel suo quartiere al fine di fargli sentire la nostra vicinanza e far intendere ai suoi aggressori che il ragazzo non era solo. Per la cronaca, tre degli aggressori sono stati condannati in primo grado.

morte--400x300A giugno scorso, il Movimento Cinque Stelle di Latina ha organizzato un evento, “Mafia Pontina”, per attestare il desiderio di lotta politica e senza note a piè di pagina contro la criminalità nel nostro territorio.

Con un’amministrazione 5Stelle a Latina non ci saranno mai più episodi di appartenenti al clan Ciarelli-Di Silvio che si catapultano in Comune a minacciare e pretendere un lavoro.

Mai più episodi, come giustamente ricordato da Graziella Di Mambro, di sussidi di povertà, pensioni di invalidità, affidamento di case popolari e inerzia sull’occupazione abusiva a favore di personaggi noti alle Procure – a tal proposito, a fine maggio, informammo pubblicamente che uno dei Di Silvio, Gianluca (peraltro, uno dei componenti della spedizione punitiva summenzionata), aveva occupato uno dei locali dell’associazione Casa del Papà (che offre alloggi a padri separati in difficoltà economica) in Via Scipione L’Africano a Latina.

Perché, per combattere la criminalità in una città come Latina, che presenta alcuni tratti di conformismo finanche aspetti di comodo e colpevole silenzio, non servono cariche che annunciano e non spiegano, e neanche eroi. Serve una comunità forte in cui essere tanti non significa una quantità ma una virtù, il coraggio. Se siamo tanti si rafforza naturalmente il coraggio, se siamo pochi ci trasformiamo in camorrologhi, professionisti dell’antimafia e esperti di trame criminali più per fascinazione che per vera lotta politica.

Ci piacerebbe ricordare a Graziella Di Mambro che sono quanto meno incomprensibili i comportamenti del senatore Moscardelli che, da componente dell’antimafia, non spende un vocabolo sul suo collega dell’Antimafia, l’onorevole Carlo Sarro di Forza Italia, quando verso quest’ultimo viene inviata un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari (solo dopo un mese, respinta dal Tribunale del Riesame) a causa di alcuni appalti sospetti (in ambito idrico e fognario) in un’operazione condotta dalla Procura antimafia di Napoli e dal Ros e riguardante zone grigie di colletti bianchi in limine con l’attività dei Casalesi.

Carlo Sarro, deputato di Forza Italia e membro della Commissione Antimafia

Carlo Sarro, deputato di Forza Italia e membro della Commissione Antimafia

Come è/sono incomprensibile/i il silenzio o le flebili dichiarazioni del PD locale su Caronte (senza menzionare gli altri partiti) che all’indomani della storica sentenza di condanna, dopo un processo che definire di impervio svolgimento è eufemistico, non hanno sentito il bisogno di un consiglio straordinario in Comune (come suggerito dalla Di Mambro).

Come è incomprensibile il voto di diniego che il senatore Moscardelli diede quando la Procura di Trani aveva chiesto al Senato di poter utilizzare alcune intercettazioni a carico di Azzollini: il 7 ottobre 2014, il gruppo Pd, in Giunta delle autorizzazioni, dopo numerosi rinvii, vota compatto contro l’uso delle intercettazioni telefoniche di Antonio Azzollini dell’Ncd, presidente della Commissione Bilancio del Senato, indagato nell’inchiesta su una presunta truffa da 150 milioni inerente alla maxifrode per la costruzione del porto di Molfetta. Il relatore Felice Casson (PD) si autosospende per protesta. Votarono no PD, NCD, e Lega. Solo il M5S e Casson (PD) si sono detti a favore. Quello stesso Casson destinatario pochi giorni fa di una lettera piccata e firmata dai suoi stessi colleghi del PD (compreso Moscardelli) all’indomani del diniego da parte del Senato per l’arresto di Azzollini, stavolta coinvolto in un’altra vicenda: la Divina Provvidenza e l’ormai celeberrima espressione rivolta dal senatore pugliese nei riguardi di alcune suore: “Da oggi comando, se no vi piscio in bocca” .

Molto incomprensibile che il senatore voti si all’arresto di Azzollini sia in Giunta che in Senato e poi sottoscriva una lettera contro Casson (accusato di giustizialismo), uno degli ultimi giapponesi del Partito della Nazione (il PD) che crede ancora di lottare perché la sua compagine sia sinonimo di legalità.

Considerata la nostra volontà di essere l’unica forza politica che aggrega cittadini in aperto e convinto contrasto all’illegalità, raccogliamo il sacrosanto appello di Graziella Di Mambro che richiama l’attenzione su una delle prossime udienze che vedranno come protagoniste le vicende della metà degli anni Novanta sulla guerra intercorsa tra la cellula di Ettore Mendico e i Ciarelli.

Carmine Ciarelli, componenti di spicco del clan Ciarelli-Di Silvio

Carmine Ciarelli, componente di spicco del clan Ciarelli-Di Silvio

Rivolgiamo, inoltre, un appello a Graziella Di Mambro e al suo giornale affinché ricordi ai lettori del suo giornale il giorno dell’udienza. Siamo sicuri che l’appello verrà raccolto da quanti si schierano con la legalità senza compromissioni e imbarazzi.

E siamo altrettanto sicuri che qualche (ex) consigliere comunale, di cui la giornalista lamenta l’assordante assenza, e noi del 5Stelle ci ricorderemo di essere presenti sopratutto alla luce del fatto che quella lotta tra i Mendico e i Ciarelli rappresenta tremendamente bene l’enorme potere criminale che il clan pontino aveva assunto in città e che, per una buona parte, è stato intaccato dalle azioni ultime della magistratura.

 

Posted on 9 Agosto 2015, in Blog and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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