La morale della convenienza

Ciò che spesso viene denunciato dal mondo 5 Stelle è la parzialità di giudizio dei partiti e degli organi d’informazione.
Ieri, 9 febbraio 2016, si è appreso dagli organi medesimi che il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo del PD comparirà (a luglio di corrente anno) di fronte al Gup per i reati di abuso d’ufficio e voto di scambio.
Il giudice dell’udienza preliminare dovrà decidere se rinviarlo a giudizio o meno.
Fin qui, nulla di nuovo: l’ennesimo amministratore di un partito impelagato, nell’esercizio della sua funzione di candidato e poi sindaco, in vicende da codice penale; è coinvolto nell’assegnazione di un appalto per la pulizia delle spiagge riconosciuto a una società: vengono contestati a Bartolomeo l’elusione delle norme e un favore al titolare in cambio di appoggi elettorali.
Per carità, sicuramente Bartolomeo dimostrerà la sua innocenza e non verrà rinviato a giudizio ma il punto non è evidentemente questo.

Per settimane, è stato preso a pretesto Quarto per evidenziare la supposta inadeguatezza del Movimento 5 Stelle: opinioni stentoree e inappellabili che ne decretavano la fine ingloriosa e, persino, l’impossibilità per qualunque amministrazione pentastellata di essere seria, onesta e slegata dai supposti “ukase” del Blog. 
Il candidato sindaco del PD a Latina ha sostenuto in un’intervista che “dopo Quarto” il Movimento non ha più nulla da dire.
Come se esistesse un prima e un dopo Quarto: ringraziamo lo storico del PD per la sua perizia storiografica.
È evidente, dunque, che allo storico importa molto la “questione morale” la quale, però, trattasi di questione assai complessa e sopratutto “fissa come le stelle e non mobile come la luna”.
A prescindere dal risaputo e palese doppiopesismo dei molti politici che occupano le pagine dei giornali locali, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa, ora, lo storico candidato a sindaco, nonché consigliere regionale -carica dalla quale dovrebbe dimettersi in osservanza del rispetto elettorale che si deve a chi l’ha votato per esercitare la sua rappresentanza in Regione Lazio e non di certo per indulgere in una campagna elettorale iniziata ormai mesi fa.
Sarebbe opportuno che la questione morale fosse adottata sempre e comunque al di là delle convenienze, dei ragionamenti partigiani, delle contrapposizioni da Palio di Siena.
Senza contare il fatto che il sindaco Capuozzo non era neanche indagata per voto di scambio ma era ed è il consigliere De Robbio ad esserlo, per di più per voto di scambio elettorale politico-mafioso – anche se, da procedura penale, potrebbe essere ancora archiviato mentre il sindaco del PD sarà giudicato da un giudice dell’udienza preliminare. Però, “dopo Quarto”, il Movimento non ha più nulla da dire. E se lo dice uno storico ai cui piedi anche Denis Mack Smith e Eric Hobsbawm dovrebbero inchinarsi ci crediamo senza dubbio.

La differenza è che di Quarto hanno conosciuto vita, morte e miracoli anche alcuni lapponi in gita premio su Marte, mentre di Formia, a malapena, lo sapranno poche migliaia di persone. Storture dei media che giustamente vogliono utilizzare il microscopio per l’unica forza politica d’Italia che ha al centro la questione morale. Tuttavia, a forza di adoperare l’indifferenza per i partiti perché “tanto un sindaco del PD o di Forza Italia indagato” non fa più notizia, si rischia di attaccare con una falciatrice la pagliuzza e di accogliere con le rose la trave.
Ben venga la critica aspra nei confronti del Movimento, attenzione però a non accorgersi più di niente perché nei partiti le cose funzionano così e un’indagine a carico, o un rinvio a giudizio o, peggio, una condanna sono solo un contorno e non una questione, per l’appunto, morale.
Il risultato è che De Robbio e la Capuozzo non sono più parte del M5S, espulsi ancor prima che la magistratura avesse proceduto o proceda, mentre un sindaco, indagato per voto di scambio (un’ipotesi di reato grave per chi ha una carica importante come quella), rimarrà al suo posto senza che nessuno all’interno del suo partito rifletta o dia vita a una dialettica seria. E Formia è solo un caso tra i tanti che si potrebbero portare all’attenzione in casa PD.
Però, come dice lo storico, “dopo Quarto” il Movimento non ha più nulla da dire.

Posted on 10 Febbraio 2016, in Blog and tagged , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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