La sentenza del Francioni

stadiofrancioniLa solidarietà del M5S-Latina è d’obbligo. La vergognosa intimidazione, tramite l’ormai famigerato striscione, recapitata da alcuni ultrà del Latina Calcio ai giornalisti R. Lessio e M. Omizzolo, è un atto volgare, codardo (non ha faccia né mani e si nasconde dietro il branco) e impregnato del peggiore manicheismo para-pontino. Se non la pensi come me, sei una “zecca di merda”.

Tuttavia è opportuno analizzare quanto successo e porre qualche questione, poiché ciò rimanda alla natura profonda della nostra città.

  1. Come mai uno striscione con scritte ingiuriose e intimidatorie è rimasto attaccato alle inferiate dell’ingresso principale della Latina Calcio, a favore di vista, per quasi un’intera giornata (come riferito in un secondo articolo apparso su “Il Manifesto”?
  2. Perché lo striscione, comunque affisso su una proprietà comunale (quindi dei cittadini), non è stato immediatamente rimosso dalla polizia locale o dagli addetti ai lavori della società Latina Calcio eventualmente presenti?
  3. Perché il Sindaco, ad oggi, anche tramite il sito istituzionale del Comune, non ha espresso una propria posizione al riguardo?
  4. Il deputato Maietta, da quanto risulta dal sito di Sportlatina.it, si è dissociato, seppur tiepidamente, dallo striscione e si prepara a sporgere denuncia nei confronti dei giornalisti.

Il deputato di Fratelli d’Italia sostiene che si strumentalizzi il calcio per “buttarla” in politica. Questa affermazione ci pare fuorviante. Non è possibile far finta di niente. Il calcio è un veicolo di seguito sociale, elettorale e un incubatore dei sogni del popolo. Non mancano esempi di epoche ormai perdute, in quanto lo sport più amato del mondo è sempre stato utilizzato dalla politica per cementare il proprio consenso. Fu utilizzato da svariate dittature, in Italia, Argentina, Brasile, Uruguay ecc. Lo sport in genere è stato strumentalizzato dalla politica (si rimanda alla visione del film “Olympia” di Leni Riefenstahl) e non v’è bisogno di richiamare alla memoria le dittature peggiori del secolo breve, poiché è sufficiente pensare al dopoguerra del “Comandante” Achille Lauro, presidente del Napoli nonché sindaco della città amata da Goethe e deputato della Repubblica.

Per questo motivo, sostenere, come fa Maietta nell’articolo di Sportlatina.it, che: “Io ricopro un ruolo politico ma la politica deve restare fuori da queste cose…non meritiamo di essere diffamati da chi vuole portare nel calcio la lotta politica”, è analizzare la questione con ingenuità, caratteristica in stridente contrasto con un uomo che, in breve tempo, ha raggiunto posizioni apicali in politica e nella società. Se stadiolatinadesidera non essere diffamato, al netto delle azioni legali, fughi ogni dubbio su di lui. Se ritiene opportuno onorare il suo ruolo di deputato, prenda le distanze da chi gli contesta (e anche noi del M5S- Latina lo abbiamo fatto) una vicinanza con alcuni membri di quel clan che alcuni giorni fa ha subito una condanna storica per la città di Latina. Ovviamente, ci riferiamo al clan Di Silvio-Ciarelli e alla sentenza “Caronte”.

Dissipi le perplessità dei cittadini, prenda una posizione netta. Così come ci attendiamo un commento a “Caronte” dall’amministrazione comunale, sempre solerte nel concionare su ogni avvenimento della città, eppure così silente su una sentenza che ha finalmente stabilito una verità che era già storica e accertata per i cittadini di Latina. Un clan dedito all’estorsione e all’usura che ha dato prova di arroganza, con soprusi e illegalità nei confronti di comuni cittadini, insanguinando la città.

Si faccia sentire, forte e chiara, la voce della classe dirigente che, come il prefetto D’Acunto, ponga finalmente Latina su un altro piano: un avamposto di legalità.

Finora nessuna parola è stata detta né da Maietta né dal nostro Sindaco. Attendiamo fiduciosi. La sentenza non ha condannato ladri di polli bensì il clan più feroce che abbia infestato, insieme a quello dei Casalesi, la nostra amata città del Leone Alato.

Posted on 3 Luglio 2014, in Blog. Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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