La versione di Armonia

Il giorno 5 settembre 2014 abbiamo accolto in un incontro pubblico, tra cittadini-attivisti del M5S Latina, alcuni parenti dei 34 ragazzi disabili che si sono visti “escludere” dai servizi socio-sanitari prestati dalla Società Armonia s.r.l. in qualità di Centro di Riabilitazione accreditato dal Sistema Sanitario Regionale.

A seguito di tale incontro, e alla luce delle testimonianze forniteci, scrivemmo su questo blog un comunicato in cui esprimevamo solidarietà alle famiglie di queste persone, sentendo inoltre il bisogno di lanciare un appello alle autorità competenti al fine di mettere in moto una qualche azione che consentisse di fare luce sulla vicenda e, magari, giungere ad una soluzione.

Ci è sembrato importante iniziare a far luce su un fatto di cui se ne è saputo molto poco, riservandoci di giudicare la situazione solo nel
momento in cui avremmo avuto il quadro completo della complessa storia.

armoniaAl nostro comunicato ha risposto Andrea Filabozzi (figlio del titolare di Armonia, Pio Filabozzi) che ha espresso alcune forti perplessità, sopratutto riguardo al passo che riportiamo di seguito: “Abbiamo ascoltato le inspiegabili, ingiustificabili e poco credibili motivazioni (il
taglio dei fondi) che hanno portato la direzione del centro Armonia a escludere, d’improvviso, trentaquattro ragazzi dai progetti educativi e sanitari”.

Secondo Andrea Filabozzi, abbiamo fatto un cattivo uso della lingua in quanto, nella frase, si lasciava intendere che fossimo venuti a conoscenza delle motivazioni “del taglio” direttamente dalla Direzione di Armonia. In realtà, la frase fa parte di un testo in cui all’inizio si specifica che l’incontro è avvenuto alla sola presenza dei genitori e, quindi, di una delle parti coinvolte

Ci è sembrato giusto invitare Filabozzi ad un secondo incontro pubblico tenutosi il 24 settembre, in modo da avere la possibilità di esporre la versione dei fatti dal punto di vista del Centro Armonia.

Per comprendere meglio la situazione, riteniamo utile premettere che Armonia Srl risulta accreditata con il Sistema Regionale Sanitario, con decreto del Commissario ad Acta per la Sanità, al fine di prestare assistenza.

Negli ultimi anni, la struttura aveva accolto e trattato in assistenza semiresidenziale oltre 80 ragazzi andando al di sopra del numero di 50 per il quale era stata accreditata. Da maggio del 2014, questi “esuberi”sono stati in un certo senso ufficializzati e l’assistenza semiresidenziale è
stata interrotta per 34 utenze.

Dalle informazioni che Andrea Filabozzi ci ha riportato, le motivazioni che hanno spinto la Dirigenza di Armonia a prendere la decisione non sono sorte dal mattino alla sera; infatti, il punto di rottura sembra essere stato la conseguenza di un complesso quadro di problemi legati principalmente a due fattori: l’erogazione dei fondi da parte della Regione Lazio e delle amministrazioni comunali di tutta la provincia di Latina (compresa Latina); l’aumento delle persone che necessitano di questo tipo di servizio “socio sanitario” sul territorio pontino in assenza di altre strutture
accreditate.

Risulta, per quanto sostenuto da Andrea Filabozzi, che gli uffici di competenza dei Comuni della provincia di Latina, sono tenuti a versare il 30% dei fondi (il restante 70% è erogato dalla Regione Lazio, tramite la Asl) per l’assistenza semi-residenziale. Purtroppo, dal 2010 – anno in cui è stata introdotta la compartecipazione (70-30) per l’assistenza semi-residenziale o “mantenimento” -, la maggior parte delle amministrazioni comunali non ha provveduto a versare la quota. In particolare, risulterebbe che il Comune di Latina non stia versando queste spettanze da giugno 2013 fino ad oggi.

Tuttavia, Andrea Filabozzi ha dichiarato che qualora il Comune di Latina riuscisse a trovare le risorse per saldare il debito e alleggerire i conti in difficoltà di Armonia, le 34 utenze in “esubero” non potrebbero comunque rientrare nel regime di assistenza semiresidenziale in quanto dichiarate “fine ciclo di terapia”; senza menzionare le lunghissime liste di attesa di ulteriori pazienti che, per il tipo di patologia, necessiterebbero di essere inseriti nel piano terapeutico al più presto.

Purtroppo, non ci sono state fornite tabelle di parametri valutativi della gravità della disabilità degli uni e degli altri, né dati dettagliati sulle attuali liste di attesa delle persone che hanno richiesto l’assistenza semiresidenziale e della composizione di queste in base alla gravità.

A fronte di ogni valutazione, è sconsolante dedurre che in un Paese dove è ancora in vigore una delle più belle Costituzioni del mondo – la quale sancisce l’equo accesso ai servizi, alle opportunità e al diritto alla salute -, 34 cittadini di una fascia debole e svantaggiata vengano lasciati a se stessi per un “pugno” di euro.

Ci chiediamo, e proveremo a farlo, se possibile, con altri interlocutori istituzionali, come mai nel territorio della ASL Latina non sono state individuate altre strutture (vedi centri diurni) in grado di fornire assistenza, dal momento che il nodo principale sembra essere la sotto-dotazione della struttura in questione rispetto al bacino di utenza che ne fa richiesta e che ne avrebbe diritto.

Come mai il Comune di Latina non adempie al suo ruolo istituzionale di garante dei più deboli, attraverso il pagamento delle dovute spettanze ad un Centro di Riabilitazione la cui attività di assistenza, per il momento, è l’unica presente sul territorio?

Quali sono le altre priorità che inducono il Comune di Latina a dirottare risorse verso altri progetti “sociali” e non verso filabozzi5questa voce di spesa?

Crediamo che la civiltà di una città si misuri dall’attenzione che si ha verso le fasce più deboli, e non dal numero di tifosi che si riesce a portare allo stadio per il quale, tra l’altro, si sono allocati fondi del bilancio comunale.

Da ultimo, a causa di questi mancati ritorni, Armonia non riesce a pagare da diversi mesi alcuni collaboratori: dove sono finiti i fondi già elargiti dalla Regione Lazio al Comune di Latina e destinati al Centro di Riabilitazione?

Nell’intervista rilasciata ad Alessandro Panigutti sul numero del Quotidiano di Latina del 6/10/2014, apprendiamo con sorpresa che il sindaco Di Giorgi, discorrendo del bilancio appena approvato, sostiene testualmente che “abbiamo reinserito all’interno di Armonia le famiglie dei disabili che si erano viste negare l’assistenza”. Il fatto è che esistono almeno due punti concreti che smentiscono le ennesime avventate dichiarazioni del sindaco:

1) il centro Armonia non può più prestare assistenza ai 34 disabili perché sforerebbe il numero di 50 disabili ospitati;

2) con quali fondi, di grazia, sindaco Di Giorgi, sarebbero reinseriti se non pagate il centro Armonia da giugno 2013?

Senza contare la inopinabile realtà dei fatti. I DISABILI NON SONO STATI REINSERITI IN ARMONIA.

Sindaco Di Giorgi, il dolore delle persone non è un fasullo capitolo di bilancio da esibire a mezzo stampa!!!

Posted on 6 Ottobre 2014, in Blog, Comunicati and tagged , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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