UNA “PORTAVOCE” A SUA INSAPUTA?

Preso atto delle ennesime dichiarazioni “a casaccio” della senatrice Pacifico, riportate addirittura da Huffingtonpost Italia, diretto da Lucia Annunziata, giornalista di caratura nazionale notoriamente posizionata a sinistra (gulp!),  ci chiediamo come sia possibile che la “portavoce” Pacifico abbia già dimenticato di essere stata eletta in un listino plurinominale.

Cosa significa?

Che l’attuale “portavoce” ha beneficiato, esclusivamente, dei voti espressi in favore del solo simbolo del M5S e non alla persona, come invece previsto per i candidati M5S inseriti nei collegi uninominali che, a differenza della Pacifico, sono stati eletti anche grazie alla loro campagna elettorale sul territorio, nel tentativo di guadagnarsi il voto personale tramite il cosiddetto “porta a porta”.

Dunque, se è corretto quanto si legge nell’articolo a cui si fa riferimento, come fa la Pacifico ad affermare di avere un “proprio elettorato”?

Possibile mai che la senatrice in questione non conosca nemmeno la legge elettorale che gli ha regalato l’ingresso in Parlamento?

Ebbene, se fosse veramente così si potrebbe definire “una elezione a sua insaputa”?

Ricordiamo quindi alla neo parlamentare pentastellata che, al massimo, l’elettorato diretto che può vantare come “suo”, è limitato a quella quarantina di iscritti che l’hanno scelta nel corso delle primarie (alias parlamentarie) del movimento.

Per il resto, la “portavoce a sua insaputa”, deve solo ringraziare il sistema elettorale e l’imposta alternanza di genere che le hanno consentito di essere posta nel listino plurinominale d’innanzi ad altri candidati che, nelle stesse primarie pentastellate, pur avendo preso più voti di lei sono stati penalizzati per il loro genere maschile (alla faccia della democrazia e della meritocrazia).

Ma, evidentemente, l’umiltà non fa parte del DNA di una delle tante miracolate della politica italiana che crede talmente tanto al fatto di avere un elettorato di riferimento al punto di affermare, con la superbia che la contraddistingue:  “il mio elettorato non è contrario”.

Eppure, chi conosce la vera filosofia del movimento (almeno quella d’origine), sa bene che la parola “io” o “mio” mortifica la natura collettiva di un movimento nato e cresciuto grazie alla condivisione di un progetto e non all’ego del singolo.

Inoltre, suggeriamo alla “portavoce a sua insaputa” Pacifico di evitare di coinvolgere, nelle sue dichiarazioni mirate a screditare il Comitato No Corridioio, ex soggetti politici come gli ex parlamentari M5S Vacciano, Iannuzzi e Simeoni che non hanno mai fanno parte ne partecipato alle riunioni del “Comitato NO corridionio”.

Noi che al movimento ci teniamo, nonostante tutto, vorremmo evitare possibili denunce per diffamazione  che andrebbero, queste si, a ledere il buon nome del M5S. Per questo, chiediamo ai senatori che hanno la “fortuna” di condividere gli stessi scranni di riportarla nell’alveo della ragione politica e, soprattutto, lo ribadiamo, all’interno degli indirizzi costitutivi del M5S ben rappresentati dalle 5 stelle ovvero: acqua pubblica; mobilità sostenibile; sviluppo; connettività; ambiente.

Inoltre, tenuto conto della sua smania di ottenere un elettorato di riferimento, suggeriamo alla “portavoce a sua insaputa” di avere il coraggio di dimettersi dal parlamento italiano e tentare la giostra elettorale delle prossime elezioni europee, probabilmente più consone alle sue nozioni “geopolitiche”.

Solo in questo modo potrà testare la difficoltà di una campagna elettorale fatta sul campo nella ricerca di consensi personali; solo così potrà, eletta o meno, quantificare la reale consistenza del “proprio elettorato” disposto a porre una “X” sul suo nome e non semplicemente su un simbolo che rappresenta la vera forza trainante di quel consenso che le ha regalato lo scranno a Palazzo Madama.

Ma il paradosso più esilarante delle dichiarazioni della nota portavoce fruttariana e no vax è dato proprio dalla relativa pubblicazione su una nota testata posizionata a sinistra.

Perciò, ancora più preoccupati per la sua figura di “portavoce”, suggeriamo alla Pacifico di fare attenzione a non concedere dichiarazioni o inviare veline proprio a quelli che, per indole o base ideologica, hanno a cuore “le ragioni di un vecchio ambientalismo di sinistra” da lei snobbato.

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Riferimenti:

https://www.huffingtonpost.it/2018/10/31/non-solo-tav-e-tap-lo-scontro-interno-al-movimento-5-stelle-passa-anche-per-la-roma-latina_a_23577069/?utm_hp_ref=it-politica

LAGUNA PONTINA

Dieci minuti di pioggia intensa!
Quanto basta per trasformare molte vie di Latina in veri e propri corsi d’acqua.
Ma cosa si potrebbe fare per evitarlo almeno in quei punti della città particolarmente critici che, ciclicamente, si allagano rendendo impraticabile o addirittura pericoloso il relativo attraversamento?
Come noto, la graduale tropicalizzazione del bacino mediterraneo non farà altro che peggiorare i fenomeni temporaleschi sul nostro paese  (dunque anche la formazione di tornado come quello che, purtroppo, si è abbattuto su Terracina, provocando ingenti danni, feriti e un morto) potranno essere combattuti solo con un’adeguata prevenzione a partire dalla potatura delle fronde degli alberi e l’abbattimento di quelli malati, pericolanti o posti troppo a ridosso di punti particolarmente sensibili come scuole, ospedali, uffici, abitazioni ecc. (prevedendo, ovviamente, la corrispettiva nuova piantumazione di specie autoctone in zone più idonee).
Dunque la parola d’ordine è prevenzione!
Una parola che implica “un’azione diretta a impedire il verificarsi o il diffondersi di fatti non desiderati o dannosi” che, purtroppo, viene mortificata dalla cronica assenza di risorse economiche, in particolare dei comuni e delle province.
Ma la mancanza di tali risorse può essere tamponata con un’accorta pianificazione e mappatura dei territori al fine di intervenire prioritariamente sulle zone ritenute particolarmente a rischio, anche in maniera graduale.
Ma queste opere di prevenzione posso essere di diversa entità ovvero sia semplici (come la banale pulizia delle caditoie) che complesse (come, già anticipato, la potatura o rimozione di alberi d’alto fusto).
Ma entrambe le attività di prevenzione sono fondamentali e, partendo da quelle più semplici, devono essere effettuate in anticipo rispetto all’evento meteorologico avverso, soprattutto quando previsto ed atteso.
Altrimenti a cosa servono le allerta meteo emanate dalla competente autorità regionale che può portare i primi cittadini ad emanare ordinanze particolarmente restrittive al fine di limitare danni a cose e persone (come ad esempio la chiusura delle scuole)?
In sintesi bisogna abituarsi a prevenire, ad attrezzarsi, ad affrontare eventi climatici avversi a cui non siamo abituati. Del resto in caso di alluvione, spesso, si può rimane senza corrente elettrica (con conseguente impossibilità di utilizzare qualsiasi elettrodomestico compreso la caldaia) e l’acqua corrente divenire non potabile.
Cosa fare in questi frangenti se non si è pensato, in anticipo, di fare un’adeguata scorta d’acqua o, ove possibile, dotarsi di sistemi ausiliari per la produzione di corrente elettrica?
Dunque, appare chiaro che quando viene emanato “un’allerta” chi di dovere deve mettere in campo tutte le iniziative connesse ad affrontare al meglio una possibile situazione d’emergenza. Ma questa mentalità deve essere fatta propria anche dal singolo cittadino che si deve auto educare alla prevenzione senza mai banalizzare l’emanazione di un allarme.
I social, in questo, possono aiutare a diffondere gli allarmi quando diffusi da fonti attendibili come il comune, la prefettura, la provincia o la regione. Il copia e incolla di post privati che non riportano il link alla relativa fonte vanno sempre verificati poichè, purtroppo, c’è sempre l’idiozia che porta taluni elementi a emanare falsi allarmi.
Le “good practice” (le esperienze passate che vengono opportunamente tradotte in regole o piani che possono essere seguiti e ripetuti) servono proprio a minimizzare l’impatto di un evento calamitoso.
Se dalle esperienze passate o dagli errori commessi, anche in buona fede, dagli amministratori di un ente pubblico (comune, provincia o regione), non si traggono gli opportuni insegnamenti per non reiterarli significa che certi soggetti, evidentemente, non sono idonei a ricoprire certi incarichi.
Dunque, ci chiediamo perchè a Latina, in occasione di piogge particolarmente abbondanti, vi sono zone che ciclicamente vengono sommerse dalle acquee divenendo impercorribili o addirittura pericolose.
L’ennesimo esempio lo abbiamo avuto, questa mattina, in diversi punti cittadini storicamente critici come quello della pseudo rotonda Piattella dove, una decina di minuti di pioggia intensa, sono bastati per trasformala in una piccola laguna.
Negli anni si sono avvicendate diverse amministrazioni ma nulla è cambiato; nemmeno con quella che aveva annunciato la scrittura di “un nuovo libro” ma che, certamente anche per la grave eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni, non riesce a scrivere ancora capitoli particolarmente convincenti, in particolare nell’ambito dell’urbanistica e del decoro urbano.
Quel decoro che i cittadini che abitano in zona Piattella/Persicara (porta ovest della città) continuano ad auspicare ma che sembra vincolato, purtroppo, alle sorti dell’ex complesso industriale SVAR che, da decenni, deturpa e mortifica il relativo quartiere considerato, ormai, una zona di serie “B”.
Passano gli anni ma “la porta ovest” (via Piave/Romagnoli) continua ad apparire come un vecchio “infisso” che nessuno vuole ristrutturare, considerato più un rifiuto che un bene comune da mantenere alla stregua di “porte” cittadine più pregiate come quelle rappresentate da via del Corso, via Isonzo e viale Cesare Augusto, ovvero gli altri ingressi alla nostra città.

Forse le tasse comunali pagate dai cittadini del quartiere Piattella/Persicara valgono di meno rispetto a quelle versate da quelli che abitano in altri quartieri?
Eppure basterebbe veramente poco!
Non ci si aspetta certamente lavori di natura straordinaria, seppur ampiamente auspicabili e necessari, come l’estensione dei marciapiedi ai vicini superstore Mauri’s, Eurospin e Sport 85, peraltro frequentatissimi; ne il potenziamento dell’illuminazione pubblica su una strada ad alta percorrenza.
Ma da un’amministrazione accorta e lungimirante si pretende almeno l’effettuazione della manutenzione ordinaria come, appunto, la pulizia delle caditoie responsabili, quando ostruite, dell’allagamento della sede stradale; in particolare quando la stessa si trova al centro di una intersezione di più strade tutte inclinate e convergenti verso il medesimo centro.
Sarà per questo che la pseudo rotonda Piattella nonché la rotonda dell’aviatore (ormai ribattezzata del “navigatore”) finiscono ciclicamente sott’acqua?
Non basta il ripetersi di certi episodi per stimolare un’amministrazione accorta e lungimirante a procedere alla preventiva pulizia delle caditoie, in particolare quando vengono emanati degli allerta meteo?
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Per visionare il video del contemporaneo allagamento della rotonda dell’aviatore cliccare QUI (Fonte: LatinaTu)

CHI L’HA VISTA?

Dopo aver letto le dichiarazioni della parlamentare pentastellata Marinella Pacifico, riportate  il 17 ottobre scorso dalla testata on line Latina Corriere e ribadite, ieri, dalla testata on line News24-It , ci domandiamo se la “mobilità sostenibile” sia ancora uno dei principali cavalli di battaglia del M5S.

Possibile mai che la neo eletta “portavoce” di Latina abbia già dimenticato il significato delle 5 stelle che le hanno garantito l’accesso in Parlamento?

Per la senatrice fruttariana e no vax , le cui sibilline posizioni, candidamente espresse sul proprio profilo Facebook (prontamente sanitizzato), hanno attirato l’attenzione del Fatto Quotidiano e dei media nazionali e locali, tematiche come: acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività e ambiente hanno ancora un significato?

È mai possibile che alla “portavoce” Pacifico siano bastate delle ricostruzioni giornalistiche che hanno attribuito al Ministro Toninelli (che invitiamo a fare al più presto chiarezza) dichiarazioni concilianti verso la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina, per tacciare di “infantilismo politico”  tutti i suoi colleghi che, fedeli alla “stella” della mobilità sostenibile, si sono sempre opposti ad un progetto dispendioso e anacronistico il cui iter per la gara d’appalto è stato, tra le altre cose, bloccato dalla sentenza del Consiglio di Stato resa pubblica il 13 Settembre 2018?

Ma chi saranno mai questi “infantili” esponenti M5S che, comportandosi da veri portavoce, prima di dichiararsi contrari alla realizzazione di una dispendiosa infrastruttura, hanno approfondito studi e analisi elaborate da tecnici qualificati coinvolti sia dal comitato civico NO Corridoio che da vari Meetup territoriali?

E quali sono le amministrazioni pentastellate che, per i medesimi motivi, si sono dichiarate anch’esse contrarie alla realizzazione dell’autostrada Roma-Latina?

L’elenco è presto fatto:

  • tutti i portavoce del M5S eletti al Consiglio Regionale del Lazio (molti dei quali confermati per un secondo mandato tra cui spiccano, per il loro impegno al riguardo, Gaia Pernarella e Valentina Corrado. Per non parlare della ex deputata e candidata governatrice del Lazio Roberta Lombardi che nel corso della campagna elettorale è giunta ad affermare Se volete la Roma-Latina non mi votate perché con me non si farà mai;
  • la senatrice Elena Fattori che, il 30 settembre 2017, ha partecipato all’evento informativo promosso a Latina dal Comitato NO Corridoio in Piazza del Popolo;
  • il neo deputato Raffaele Trano che, il 13 ottobre u.s., nel corso di un consiglio comunale indetto sull’argomento dal Sindaco di Cisterna Mauro Carturan ha introdotto l’opposizione al progetto del gruppo dei 5 Stelle rappresentato nello stesso comune dai consiglieri Capuzzo e Sarracino ;
  • l’amministrazione M5S del Comune di Roma;
  • l’amministrazione M5S del Comune di Pomezia;
  • l’amministrazione M5S del Comune di Ardea.

Dunque, può la singola opinione di una semplice “portavoce”, per quanto legittima, andare contro l’indirizzo di un gruppo politico che si è sempre mostrato compatto e contrario al progetto?

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S, avrebbe appreso che la sua auspicata autostrada a pedaggio non è altro che una lingua d’asfalto, in parte nuova e in parte sovrapposta al vecchio tracciato della Pontina, con inizio a Borgo Piave e fine a Castel Romano.

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S,  avrebbe appreso che da Castel Romano fino al Grande Raccordo Anulare, il tracciato resta invariato e dunque soggetto ai soliti infernali ingorghi.

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S,  avrebbe appreso che il pedaggio della sua auspicata autostrada costerà ai relativi pendolari ben €13 (A/R) al giorno, che per 20 giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) al mese corrispondono a €260.

Se solo la Pacifico avesse partecipato ai numerosi incontri organizzati in questi ultimi anni dal Comitato civico “NO Corridoio”, alla presenza di tecnici, attivisti e portavoce del M5S,  avrebbe appreso che per percorrere il tragitto da Latina a Roma Eur e viceversa (124 Km A/R), con una macchina diesel che consuma 20 Km/L, si dovrebbero aggiungere circa €9 al giorno di carburante che, per 20 giorni lavorativi (da lunedì a venerdì), corrispondono ad un importo pari a €180. Dunque, a fine mese, un pendolare giornaliero si vedrebbe decurtato il proprio reddito mensile di ben €440 (senza contare i costi di manutenzione del veicolo), quasi l’equivalente di un affitto o di un mutuo.

Senatrice Pacifico, quanti lavoratori precari o monoreddito potrebbero permetterselo?

Inoltre, come noto, la realizzazione dell’autostrada comporterebbe un danno economico e ambientale poiché a numerose aziende agricole verrebbero espropriati terreni in cambio di risarcimenti ridicoli.

Ma qual è l’alternativa da sempre proposta dal Comitato NO Corridoio?

Ebbene, diversamente dalla strombazzata generica “messa in sicurezza” (veicolata molto spesso dai media non interessati a scendere nel dettaglio), si è sempre chiesta una conversione del progetto autostradale in un virtuoso adeguamento di tutta la Via Pontina che prevede la realizzazione di: corsie d’emergenza; spartitraffici e carreggiate a norma di legge; eliminazione degli incroci a raso; adeguata illuminazione almeno nei punti più pericolosi; rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale; apposizione dei pannelli fonoassorbenti in prossimità dei centri abitati; rifacimento del fondo e del manto stradale con asfalto drenante; tangenziali nei punti più nevralgici (es. Aprilia e Pomezia).

Dunque la Pontina potrebbe rimanere gratuita ma adeguata alle moderne super strade europee con costi e tempi di realizzazione accettabili (2 anni) nettamente inferiori a quelli necessari per la costruzione di un’autostrada (stimati in 2 miliardi e 800 milioni di euro e 7 anni di tempo).

Riguardo il traffico delle merci, invece, potrebbe essere alleggerito dirottandolo sulla tratta ferroviaria Roma/Napoli
mentre quello veicolare potrebbe essere sensibilmente ridotto con l’aumento e ottimizzazione dei treni pendolari diretti da Latina a Roma e viceversa. In fine, in un secondo momento, si potrebbe pensare anche alla realizzazione di una metropolitana di superficie parallela alla Pontina.

Dunque, considerata l’alternativa, perchè mai la “portavoce” Pacifico si dice favorevole all’opera più inutile e dispendiosa per la collettività, ovvero l’autostrada?

Forse perchè la neo “portavoce” pentastellata non ha mai partecipato, come invece fatto da molti altri suoi colleghi, ai vari eventi informativi che, negli anni, sono stati organizzati sulla tematica dal Comitato civico “NO Corridoio”?

Nel dubbio poniamo ai cittadini, simpatizzanti, attivisti e portavoce M5S che hanno partecipato ai sopra citati eventi una semplice domanda: chi l’ha vista?

E già che ci siamo, vorremmo anche sapere se la “portavoce” Pacifico ha mai partecipato ad eventi elettorali organizzati in supporto dei candidati M5S delle varie liste certificate che si sono presentate alle scorse elezioni amministrative della nostra provincia.

Perciò, preoccupati per la sua figura di “portavoce”, ripetiamo l’appello: chi l’ha vista?

FALLIMENTO TERME DI FOGLIANO – ACCERCHIAMENTO A 5 STELLE

Lo scorso 25 luglio, il Movimento 5 Stelle, tenuto conto della gravità relativa al fallimento delle Terme di Fogliano, tramite la portavoce al Senato Elena Fattori, ha ritenuto opportuno presentare una “interrogazione a risposta scritta” a:
– MINISTRO DELL’INTERNO;
– MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE.
 
Dunque una seconda interrogazione, dopo quella depositata il 9 luglio u.s. presso la Camera dei Deputati dal portavoce M5S Raffaele Trano (indirizzata alla Presidenza del Consiglio; Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dell’Interno), intesa a comprendere le ragioni e, magari, stimolare gli organi competenti ad individuare i possibili responsabili di un fallimento politico, economico, territoriale che si è protratto per più di sessant’anni.
Una delle pagine più vergognose della storia di Latina dove la burocrazia, gli interessi, la sciatteria e l’ignavia hanno avuto il sopravvento rispetto all’idea di sviluppo di un’area che ieri era pubblica e domani sarà privata.
Come “privati” saranno i diritti di quei cittadini che hanno perduto un bene collettivo che da risorsa si è tramutato in debito.
Una storia simile alle tante che hanno ferito e mortificato la nostra giovane città, umiliando e depredando la sua collettività.
Ma noi non molliamo perchè vogliamo la verità!
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Riferimenti:

CHI ERA IL VIP?

La mattina del 4 luglio u.s., a Latina, in località “Chiesuola”, i residenti hanno avvertito il rumore di un elicottero. Qualcuno ha pensato subito all’ennesima operazione di polizia; altri, hanno immaginato il decollo o l’atterraggio dell’eliambulanza “Pegaso” dalla base HEMS (Helicopter Emergency Medical Service) ubicata nei pressi del vicino aeroporto militare “E. Comani”. In realtà, si trattava di un apparecchio dell’Aeronautica Militare, verosimilmente un Agusta Westland AW139 impegnato in un trasporto VIP, in fase di atterraggio presso  il locale Comando della 4a Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea che, come noto, ospita la “Communications and Information Systems School” della NATO.

AW-139

Alcuni residenti sentiti al riguardo non ricordano episodi similari ma tra questi c’è chi ha notato almeno un altro atterraggio nei giorni precedenti. Forse qualche prova generale per verificare l’idoneità di una improvvisata elisuperficie?
Ad alcuni di loro non è sfuggito nemmeno l’anomalo numero di auto parcheggiate, lo stesso giorno e nei giorni precedenti, all’esterno del Comando e più precisamente in corrispondenza dell’adiacente struttura sportiva denominata Aerobeach.

Questa circostanza avvalorerebbe l’ipotesi che un parcheggio interno alla base è stato, per l’occasione, trasformato in piazzola per consentire l’atterraggio dell’elicottero. Ma per qualche esigenza di Forza Armata o magari NATO?
Chi era il “VIP” trasportato dall’elicottero?
Perché il personaggio non è stato fatto scendere presso il vicino aeroporto militare?
Chi ha l’autorità di disporre di un elicottero e  farlo atterrare dove ritiene più opportuno?
Forse un ministro? Un sottosegretario? O magari un’alta carica militare nazionale o NATO?
In tal caso, perchè non è atterrato nel vicino aeroporto militare distante solo sette chilometri dal Comando della 4a Brigata ubicato in località “Chiesuola”?

Alcuni “rumors” attribuirebbero la visita del “VIP” ad una normale attività istituzionale correlata all’incontro con Comandanti di altre basi dell’Aeronautica intervenuti presso la 4a Brigata per un “meeting” di natura non nota.

Perciò nulla di anomalo, se non fosse per le spese che il “contribuente” è tenuto a sostenere ogniqualvolta un’alta carica dello Stato decide di utilizzare un elicottero o, peggio, un aereo di Stato. Infatti, i costi potrebbero essere “giustificati” solo qualora il VIP politico o militare, per motivi strettamente connessi ai propri impegni istituzionali, fosse chiamato, magari più volte nell’arco della stessa giornata o per particolare urgenza/importanza, a spostarsi sul territorio nazionale o all’estero. Ma quando lo spostamento avviene all’interno di una distanza chilometrica non eccessiva, dunque facilmente raggiungibile con mezzi economicamente più vantaggiosi per la pubblica amministrazione, perché non utilizzarli?

Ipotizzando che il viaggio del VIP in questione sia iniziato da Roma, magari dalla sede dello Stato Maggiore dell’Aeronautica che dispone di un elisuperficie, con un volo in linea retta di 60 Km al di sotto dei 200 Km/h, il viaggio andata e ritorno sarebbe durato circa 36 minuti. Ciò significa che, al “modico” prezzo di €140 euro/minuto (costi medi di un vettore civile reperibili su internet), sarebbe costato circa 5 mila euro (in realtà, essendo stato utilizzato un vettore militare, con prezzi di carburante e personale inferiori a quelli commerciali, è plausibile pensare ad un importo inferiore).

Stato Maggiore Aeronautica

Quanto, invece, sarebbe costato un viaggio con un’auto di servizio?
Ebbene, per un tragitto di 71 chilometri (di circa 1h e 10 minuti sulla strada Regionale SR 148 Pontina, priva di incidenti e traffico regolare) con una macchina diesel di alta cilindrata di un privato cittadino, ipotizzando un consumo di 18 Km/litro  andata e ritorno, ci sarebbero voluti circa € 11 solo di carburante (ma con l’utilizzo di una macchina “blu” il prezzo scenderebbe a meno della metà poiché il carburante, in ambito ministeriale, viene acquistato privo di accise).

Lo stesso viaggio, affrontato con un mezzo NCC , impegnando il mezzo e l’autista per 8 ore lavorative, sarebbe costato al massimo € 350.

Alla luce delle sopra esposte alternative e dei relativi presunti importi,  cosa mai può aver giustificato l’impiego di un elicottero dell’Aeronautica Militare per coprire una distanza agevolmente percorribile con un autoveicolo?

Come anticipato, riteniamo e auspichiamo,  solo un incontro di particolare importanza/urgenza o un’agenda del misterioso VIP (immaginiamo italiano) fitta di impegni in altre città e in orari che avrebbero reso impossibile l’utilizzo di un mezzo diverso.

Ma il M5S, da sempre, si batte per contrastare gli sperperi di denaro pubblico. Ricordiamo, infatti, le contestazioni dei portavoce pentastellati in Parlamento quando, nel corso del governo Renzi, si apprese del contratto di leasing, dal valore di 70 milioni di euro (fonte Il Fatto Quotidiano), per l’Airbus A340-500 (ribattezzato Air Force Renzi) che doveva trasportare l’ex premier nei suoi viaggi di Stato.
Perciò, ora che nel nuovo governo è presente una compagine pentastellata che esprime un Ministro della Difesa,  è doveroso chiedere ai deputati/senatori M5S del collegio Lazio-2, ed in particolare al portavoce Luca Frusone (componente della commissione Difesa), d’interpellare la Ministra Elisabetta Trenta al fine di:

Deputato M5S – Luca Frusone

– verificare che l’impiego dell’elicottero, atterrato presso il Comando della 4a Brigata di Latina, è stato giustificato e, dunque, preferibile ad altro mezzo ritenuto più vantaggioso per la pubblica amministrazione come, ad esempio, un’auto di servizio;

– verificare la legittimità dei motivi che hanno portato l’elicottero ad atterrare nel sopraccitato comando e non presso il vicino aeroporto militare di Latina Scalo “E. Comani”;

– verificare se l’atterraggio presso il Comando della 4a Brigata di Latina non ha comportato, sotto il profilo dell’impiego di uomini e mezzi addetti alla sicurezza volo, un aggravio di costi o nocumento nei confronti delle normali attività di reparto del vicino aeroporto militare “E. Comani”;

– verificare se, per porre in essere tale atterraggio in un Comando verosimilmente non attrezzato per tali attività, nei giorni precedenti si siano rese necessarie delle prove con altri velivoli che, inevitabilmente, hanno comportato ulteriori spese per la pubblica amministrazione;

– verificare se l’impiego del mezzo aereo e le attività di contorno hanno o meno cagionato un danno erariale;

– chiedere di porre in essere ogni accorgimento al fine di limitare l’impiego di mezzi aerei in attività d’istituto ove sia possibile impiegare mezzi di trasporto economicamente più vantaggiosi per la pubblica amministrazione.