Pontina, una storia lunga 24 anni

pontinaEx strada statale Pontina (SS 148), ora strada regionale 148 Pontina (SR 148) collega la periferia sud di Roma (quartiere EUR) alle zone del basso Lazio, scorrendo contigua ad alcune località degli anni trenta: Pomezia, Aprilia, Campoverde, Borgo Montello, Latina, Borgo Isonzo, Borgo San Donato, parco nazionale del Circeo e Terracina.

Quella che fu chiamata via Mediana dopo la bonifica dell’Agro Pontino, ora sta per essere oggetto di un intervento a dir poco “invasivo”, che ha assunto nel corso degli anni tre diverse denominazioni: Corridoio Tirrenico Meridionale (2004), Corridoio integrato intermodale (2006) e ora Autostrada a pedaggio A12-Roma (Tor De Cenci)-Latina e la bretella Cisterna-Valmontone.

Proviamo a ripercorrere le varie tappe che hanno caratterizzato quest’opera, per arrivare poi alla situazione odierna. È una storia lunga 24 anni. Inizia nel 1990 con la Giunta Landi, nel 2004 viene rilanciata da quella di Storace, nel 2006 da Marrazzo, poi dalla Polverini e oggi sostenuta da Zingaretti.
Il Governo e la Regione Lazio fanno approvare nella seduta CIPE del 18/11/2010, il progetto del Corridoio Integrato Intermodale Roma-Latina, la bretella Cisterna-Valmontone e il progetto preliminare della tratta A12-Tor de Cenci, ma inciampano nella Guardia di Finanza che immediatamente sequestra tutta la documentazione in seguito ad una indagine della Corte dei Conti su un’ipotesi di “distrazione di denaro pubblico”. A tale decisione contribuì il macigno dei due arbitrati di oltre 800 mln di Euro che vennero presentati da due soci privati di minoranza dell’ARCEA contro la Regione Lazio: rispettivamente dal Consorzio Duemilacinquanta (Caltagirone, Erasmo Cinque ed altri) e da Autostrade per l’Italia, che hanno chiesto un risarcimento danni dopo che la Regione Lazio aveva costituito la Soc. Autostrade del Lazio esautorando l’ARCEA quale aggiudicatrice della Roma-Latina. Da sottolineare il fatto che l’Arcea con una quota di capitale pubblico pari al 51% è rimasta in vita sovrapponendosi ad Autostrade del Lazio (AdL) e solo il 14/01/2014 è stata proposta la messa in liquidazione, con costi doppi per la Regione Lazio che ha pagato due Consigli di Amministrazione. Il CdA di AdL, per quattro anni, si è intascato oltre 800mila euro d’indennità, con una sostanziale assenza dell’esplicazione fattiva del loro mandato. A tutt’oggi si è in attesa della sentenza del Consiglio di Stato a cui si sono rivolti gli azionisti privati di Arcea che hanno impugnato la sentenza dell’arbitrato che condannava la Regione Lazio al pagamento di 67 mln di euro, perché non si sono ritenuti soddisfatti. 

Ai pendolari si vende ancora l’illusione che l’autostrada risolverà l’accesso a Roma, ma di benefici non se ne vedono molti, anzi con l’approvazione al CIPE il 2 agosto 2013 del progetto “definitivo” dell’innesto sull’A12, oltre 15.000 mezzi tra TIR e auto private provenienti dal nord e sud Italia, ogni giorno, faranno “compagnia” alle auto private dei pendolari pontini bloccate in file interminabili, con la beffa che si pagherà il pedaggio – prendendo la tariffa media applicata da Autostrade per l’Italia, il costo sarà di 144 euro al mese e 1.720 euro ogni anno, senza calcolare gli ultimi aumenti e quelli fino all’entrata in esercizio della nuova autostrada (almeno 6 anni di cantierizazione). In sostanza nemmeno i TIR, con la scusa di scavalcare il GRA, ne avranno un beneficio.

Visto che dovranno sventrare i tratti della Pontina nei quali si sovrappone l’Autostrada Roma-Latina (circa il 60%), la cantierizzazione determinerà per alcuni anni, gravi e ulteriori problemi di viabilità.

Per quanto riguarda la bretella Cisterna-Valmontone, il tracciato è completamente nuovo e per oltre 30 Km percorrerà, distruggendo/espropriando aziende agricole con una produzione rigogliosa, anche biologica, di vini, olive, kiwi e albicocche.

viadottoI 16 km di viadotto del tratto A12-Tor de Cenci (con un ponte sul Tevere di 1,5 km, il cui punto di massima altezza sarà pari a 25 mt dal suolo), procureranno un forte impatto ambientale e un devastante impatto sociale considerato che passerà tra i quartieri romani di Tor de Cenci, Tre Pini, Vitinia e Torrino-Mezzocammino. Le ulteriori devastazioni arrecate le troviamo nelle centinaia di ettari di terreni espropriati, nell’abbattimento di decine di case, nello sventramento del Parco di Decima-Malafede, nel forte impatto sull’area golenare del Tevere e sulla Riserva del Litorale Romano, nell’interferenza con due Siti d’Interesse Comunitario (SIC) e altrettante aree archeologiche, oltre che nell’impatto sul lago di Giulianello. Senza contare la chiusura di aziende agricole e produttive con la perdita di centinaia di posti di lavoro, il danno alle aziende agricole biologiche che, pur non trovandosi sull’asse autostradale, ma entro una distanza di 200mt, per colpa dell’inquinamento da ossidi di azoto (NOx), zolfo, benzene e polveri sottili, chiuderanno senza avere alcuna indennità di esproprio.
Tutto ciò sembrerebbe essere l’opposto dello sbandierato sviluppo del territorio, al fine di uscire da quello che viene denominato “isolamento”.

Dall’inizio dell’anno 2013, la Corte dei Conti, L’Ufficio di Vigilanza dei LL.PP e la Commissione Europea, hanno aperto indagini e inchieste per distrazione di denaro pubblico. L’autostrada venne tuttavia inserita nel “decreto del fare” e il Governo, nella riunione del CIPE del 2 agosto 2013, con delibera n.51, ha riapprovato il progetto definitivo dell’autostrada a pedaggio A12-Tor de Cenci-Latina e della bretella Cistena-Valmontone, consentendo la cantierizzazione a lotti. Il 3 gennaio 2014 la delibera CIPE è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.
Come si può leggere dal sito di Autostrade del Lazio, in data 10 aprile 2014, è stata inviata la lettera d’invito ai concorrenti pre-qualificati (che non vengono esplicitati) per la partecipazione alla procedura di affidamento in concessione. I cinque soggetti che hanno manifestato interesse a diventare concessionari dell’opera avranno tempo fino al 16 Settembre, per poter poi affidare l’opera entro l’anno, ed cominciare i lavori ad inizio 2015.

Il costo complessivo dell’opera è di 2,7 miliardi di euro (IVA esclusa), di cui il 40% a carico della finanza pubblica. Ad oggi le risorse certe stanziate sono appena 468 mln*. Negli ultimi 10 anni, i tre progetti con annesse molteplici varianti, sono costati alla pubblica amministrazione 120 mln, senza aver iniziato alcun lavoro. Altri 67 mln sono stati spesi dalla Regione Lazio per il contenzioso arbitrale con i soci privati di ARCEA.

Dopo oltre 20 anni dal suo concepimento, non sarebbe stato più sensato pensare ad una riduzione dei flussi, pianificando un’alternativa intermodale ecocompatibile? Mettere in sicurezza la Pontina* (560 morti e centinaia di feriti negli ultimi 20 anni), progettare una metropolitana leggera complanare e, soprattutto, migliorare le reti ferroviarie pontine con il raddoppio di quei binari tristi e solitari della Nettuno-Roma, della Roma-Velletri e della Roma-Latina.
D’altro canto nella situazione in cui siamo, con i soldi già messi a disposizione, con le incertezze sul tracciato e sui collegamenti, l’autostrada rischierà di non vedere mai la luce, soprattutto nei tempi che sono stati dichiarati (6 anni, dal 2015 al 2021). Basta vedere situazioni simili in giro per l’Italia.

* sarebbe possile ricovertire e utilizzare i 468 mln già stanziati (senza perderli), per la messa in sicurezza della Pontina


– Piantina e dettagli dei 3 collegamenti
–> clicca qui
– Dettagli progettuali dell’opera
–> sito Autostrade del Lazio

Posted on 16 Luglio 2014, in Blog and tagged , , , , , . Bookmark the permalink. 6 Comments.

  1. Latina5Stelle

    COMUNICATO STAMPA del 14/04/15 dei Comitati NOcorridoio Roma-Latina e NObretella Cisterna -Valmontone

    Oggetto: Bene il congelamento – ora la cancellazione definitiva di tutta l’inutile opera autostradale.

    Giudichiamo positivamente l’azione del Ministro Delrio, non solo per il “congelamento” del progetto dell’autostrada a pedaggio A12-Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone, ma per la volontà di superare l’odiosa e devastante Legge Obiettivo, il General Contractor e il Project Financing.
    L’affermazione del Ministro, di chiudere il capitolo nero dei 14 anni di emergenza delle grandi opere per battere la corruzione, non deve essere solo una enunciazione o una mera indicazione di marcia, ma si deve agire subito e conseguentemente, senza lasciare un vuoto incomprensibile e inaccettabile da tutti i pendolari, con l’atto necessario e dovuto della cancellazione definitiva di questa odiosa opera, stornando contestualmente i 468 milioni di euro per impegnarli nell’adeguamento in sicurezza di tutta la Via Pontina. In soli due anni di cantiere avremo una strada sicura e senza il fardello del pedaggio. Una strada killer lasciata da sempre, volontariamente, da tutti Governi e le Amministrazioni Regionali, in condizioni precarie al fine di far richiedere, beffardamente, dagli molti utenti, la costruzione dell’autostrada, ma questa operazione fino ad oggi è costata la vita a 600 cittadini.
    La stessa cosa chiediamo per quanto riguarda l’intervento urgente per eliminare le quotidiane file interminabili di auto private: progettare e costruire la linea di treno-tram, la cosidetta metropolitana leggera, complanare alla SR148 che ridurrà drasticamente il numero dei mezzi privati su gomma fino al 60%, facendo fluidificare il traffico da/a per Roma. Il quadro degli interventi si chiude con il potenziamento della rete ferroviaria esistente e con il raddoppio dei binari (attualmente a binario unico) delle linee Roma-Velletri e Nettuno-Campoleone.

    Tra l’altro, di primaria importanza sarà la ricaduta positiva sull’occupazione, perché come preventivato dall’Associazione delle Piccole e Medie Imprese (PMI), l’ANCE/ACER, si risponderà alla crisi del settore dando lavoro al 27% in più di lavoratori, senza chiudere e espropriare le decine di aziende agricole biologiche e di eccellenza, mantenendo i livelli occupazionali, senza la triste e drastica conseguenza del licenziamento per centinaia di lavoratori agricoli.

    Per questi motivi siamo disponibili ad incontrare in tempi brevi, il signor Ministro Delrio per sottoporgli le nostre proposte alternative più economiche, utili ed efficaci.

    Il risparmio di almeno i 2/3 delle risorse economiche, potrà essere investito nel piano triennale che verrà presentato nel mese di Settembre 2015, per l’adeguamento in sicurezza di altre strade e degli edifici scolastici, l’intermodalità ferroviaria regionale e la lotta al dissesto idrogeologico.

  2. Presentate due sole offerte per la realizzazione dell’Autostrada. Da una parte una cordata italiana, guidata da Salini Impregilo, con il numero due italiano Astaldi, il numero 4 Pizzarotti, il numero 7 Ghella. Dall’altra parte il Consorzio stabile Sis (società consortile per azioni), consolidata alleanza italo-spagnola.

    http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/infrastrutture24/2015-02-23/romalatina-project-finance-sfida-110638.php?uuid=Abh9R8GL

  3. Venti milioni di euro di danno erariale causato alla Regione Lazio per la progettazione dell’autostrada Roma-Latina.
    Questa è l’accusa con cui sono state citate in giudizio dalla Corte dei Conti 11 persone, tra funzionari regionali e imprenditori.

  4. TERZA PROROGA (dopo il mini-rinvio dal 27 novembre al 10 dicembre) DEI TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE OFFERTE —> 18 FEBBRAIO 2015

  5. L’Anticorruzione boccia l’autostrada Roma Latina, contestando la violazione «dei principi del Codice contratti in materia di concorrenza e non discriminazione», in particolare per quanto riguarda la partecipazione delle Piccole e medie imprese alle gare:
    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_23/autostrada-roma-latina-si-rischia-nuovo-stop-7f6011e4-72f4-11e4-9964-9b0d57bdf835.shtml

  6. Prorogata la data di scadenza per la presentazione delle offerte, dal 16 settembre al 27 novembre:
    http://eur.romatoday.it/altre/autostrada-roma-latina-slitta-apertura-buste-civati-fa-proprie-proposte-comitati.html

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