R3: GUARDARE LA LUNA O IL DITO?

Tavola PPE Latina- del. Giunta Comunale n. 434 del 7 agosto 2014

Tavola PPE Latina- del. Giunta Comunale n. 434 del 7 agosto 2014

L’opinione pubblica ormai è molto attenta e interessata ai numerosi colpi di scena derivanti dall’approvazione del Piano Particolareggiato R3 – Prampolini, vicenda che da parecchi mesi cavalca le cronache locali come fosse la nostra piccola Cogne. Senza ombra di dubbio sono fatti eclatanti, come lo è stata la tentata sottrazione di aree destinate al verde pubblico in quello che può essere definito il “thriller edilizio di via Quarto”; oppure il clamore suscitato dal cambio di destinazione d’uso dello stadio Francioni o, ancora, l’area di rifornimento carburante adiacente allo stadio stesso. In futuro si paleseranno sicuramente altre affini magagne se, con pazienza, si passeranno al vaglio le nuove concessioni che prevedono altrettanti nuovi edifici da realizzarsi in zona R3. È giusto evidenziare che, dopo il fondamentale contributo “investigativo” di alcuni privati cittadini, si è arrivati a scoperchiare il vaso di Pandora; tuttavia, insistere nell’impegnare la propria curiosità solo su effetti di questo tipo, è come lasciarsi ipnotizzare da un cialtrone intento a mescolare abilmente le tre carte, tralasciando il suo noto modus operandi.

Articolo di giornale 15_07_2015Se si considera che in questi giorni le forze dell’ordine hanno acquisito presso gli uffici comunali la documentazione relativa ad alcune palazzine tirate su nel 2000 lungo viale Nervi, si capisce che il problema non soggiace solo nel Piano Particolareggiato Esecutivo del Prampolini.
Quindi, si vuole continuare a guardare il dito o finalmente si riuscirà a mettere a fuoco la luna?

Il 19 dicembre 2014 è stata depositata in Senato una interrogazione parlamentare targata M5S, la quale interrogava il Ministro dell’Interno proprio sul nodo essenziale di questa mangiatoria politico-edilizia: l’approvazione della delibera della Giunta comunale, quell’atto che ha reso legittima, per via politica, la validità dell’intero PPE R3. E così, sotto il parafulmine della deliberazione, si sono annidati tutti quei  piccoli gialli che catalizzano l’attenzione della cittadinanza, quasi quanto i leggendari plastici di Porta a Porta, rendendo difficile la comprensione del perché si è arrivati a tanto. In qualità di forza politica, il M5S di Latina, oltre che a essere stata tra i primi soggetti attivi nel denunciare tali illeciti, ha l’obbligo di evidenziare che il vulnus su cui concentrare l’attenzione non è da ricercare nella sequenza delle singole trufferie, ma va individuato nelle persone che hanno redatto, sottoscritto, approvato e reso operativo il Piano Particolareggiato: quest’ultimo come i precedenti (e qualora la magistratura arrivasse a indagarvi e confermasse la presenza di reati, ci si augura che non siano già caduti in prescrizione).

Tornando alla tristemente nota delibera del 7 agosto 2014 – approvata con procedura semplificata -, tale atto è stato strutturato sull’implementazione del numero degli abitanti insediabili nel Comprensorio Prampolini: si è passati da 8.463 a 9.622. Questo è avvenuto perché il dirigente del settore ha ufficializzato che i circa 6 ettari catastali del campo sportivo – considerati strumentalmente verdi – fossero da aggiungere al totale della superficie del comprensorio, la quale invece andava considerata “genericamente” lorda, come disposto dal Piano Regolatore Generale: così è stata commessa una forzatura nell’interpretazione normativa, motivo per cui molti degli angoli di verde pubblico, sparsi qua e là per il quartiere, hanno perso sulla carta la loro destinazione d’uso e sono diventati potenziali nuove concessioni, precisamente 14 su 21.

Ecco, in parole povere, come si spiega l’architrave con il quale si è tentato di salvare facce e facciata del Piano Deliberazione Giunta PPE R3Particolareggiato R3: una forzatura senza la quale non si sarebbe potuto procedere, che viene approvata dalla Giunta comunale composta da un drappello di nominati, i quali si sono arrogati impropriamente la facoltà di deliberare un atto tramite iter semplificato. A detta del Dirigente del Servizio, arch. Ventura Monti: “La formulazione del nuovo piano attuativo non comporta variante allo strumento urbanistico e, pertanto, rientra nella fattispecie di cui all’art. 1-bis della legge regionale 2 Luglio 1987, n. 36”. Quindi, il fatto di aver adottato un iter semplificato non è stato inappropriato sulla base di mancata prudenza, quanto più per mancanza di legittimità. Un atto che andasse a modificare in maniera sostanziale il piano Regolatore Generale dovrebbe necessariamente essere approvato con iter ordinario da parte del Consiglio Comunale, composto da persone designate, cioè espressione del bacino elettorale di riferimento.

Ovviamente, come tutti immaginano, lo stadio Francioni non diverrà mai un bucolico “parco-arena”, stante questa consolidata prassi politico-amministrativa, poiché il bluffatore non si priverebbe mai della carta, tra le tre, a cui anelano sprovveduti giocatori (e tifosi).
In conclusione, è necessario spendere altre due parole proprio sulla figura del dirigente pubblico – braccio operativo fiduciario, nominato dalla maggioranza politica di un’amministrazione: se il dirigente persiste a eseguire determinate forzature potrebbe significare che o non è in grado di discernere, o è in grado ma è connivente.
Dunque, al momento delle elezioni, saper individuare il soggetto politico che fa della legalità la propria bussola significa garantirsi atti legittimi a partire dalla loro formulazione, evitando, così, che noi cittadini disperdiamo preziose energie mentali e fisiche per concentrarsi su un semplice dito puntato.

Posted on 16 Luglio 2015, in Blog, Iniziative Locali and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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