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C’era una volta in … Latina!

Oggi, a Latina, se si è in cerca di abusi edilizi, di massima, è sufficiente fare una passeggiata in bicicletta con il naso puntato all’insù. La spregiudicatezza di certi costruttori, negli anni, è aumentata proporzionalmente con il diminuire dei controlli nel silenzio di una buona parte della politica nostrana.

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Con il tempo, la “Bella Latina”, canzone popolare scritta da G. Rossi e fatta conoscere in tutta Italia e in Europa dalla Corale San Marco degli anni ’80, diretta dall’allora maestro Aurelio Lambertino, si è trasformata nella “Triste Latina”.

Ma il vero salto di “qualità” c’è stato con la “discesa in campo” (noto tormentone berlusconiano) degli stessi personaggi, dal mattone facile, all’interno dell’amministrazione comunale. Ed ecco il proliferare di nuove palazzine con: terrazze più grandi degli appartamenti da chiudere e arredare con comodo; locali interrati predisposti per divenire rustici; sottotetti trasformati in attici, portici trasformati in mini loft e via dicendo. IMG-20150824-WA0005Il tutto in barba proprio a quanto sancito dall’art.2 del Piano Regolatore Generale (PRG) di Latina datato dicembre 1971.

Sono quindi nati nuovi quartieri, per anni lasciati senza alcun servizio e, ancora oggi, più simili a “dormitori”.
L’incontrollata espansione urbanistica, il “tombinamento” se non proprio la copertura di alcuni fossi di drenaggio, la scarsa manutenzione dei canali di bonifica e le piogge torrenziali che ormai ciclicamente si abbattono sul nostro territorio, quasi ogni anno restituiscono, ad alcune zone della città, il profilo di quello che fu la palude pontinaNonostante tutto, si è continuato a costruire senza mai adeguare il PRG sfruttando ogni metro quadrato edificabile e ricorrendo, non di rado, al conveniente cambio di destinazione d’uso o alle scorciatoie dei PPE. IMG-20150824-WA0000Non ci si è mai fermati a riflettere sull’opportunità o meno di certe costruzioni, allucinati esclusivamente dagli interessi personalistici e non da una reale esigenza abitativa o visione d’insieme di una città. Infatti, continuando a girare con la bicicletta nelle prime ore notturne, si può far caso a quante luci spente ci sono nei vari quartieri, complessi residenziali, condomini e/o villette a schiera.

Oggi, però, dopo l’ennesimo stupro al territorio, sono iniziate le prime proteste civiche, le spontanee richieste d’attenzione alle autorità competenti, le relative indagini, le prime contestazioni e tra un po’, magari, anche qualche auspicabile sanzione o condanna.
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