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LA NAVE LBC ALLA DERIVA

La rassegna “Latina Summer Stadium” subisce uno “stop” mentre la divisione amministrativa della Polizia di Stato fa visita all’ufficio comunale preposto per verificare il rilascio dei relativi atti autorizzativi.

Quanto accaduto mette in evidenza il fatto che gli impianti sportivi del comune di Latina, a tre anni dall’insediamento dell’amministrazione Coletta, continuano ad essere concessi in deroga ai relativi “gestori” che ne fanno ciò che vogliono.

L’ennesimo regalo alle opposizioni da parte di un’amministrazione comunale all’apparenza non più in grado di governare la “nave amministrativa”, dunque, verosimilmente costretta a lasciarla andare alla deriva degli eventi.

Questo “modus operandi”, cavalcato ad arte dalle opposizioni di destra, sta facendo aumentare l’insoddisfazione della cittadinanza che, soprattutto sui social, continua ad esprimere la propria insoddisfazione.

Tra due anni si tornerà a votare e certamente l’attuale sindaco Coletta, se veramente tiene alla città, farà bene a fare un passo in dietro e cercare, tra i superstiti di una base LBC sempre più impalpabile, figure realmente rappresentative di un civismo post ideologico, ovvero “non divisive”, in grado di ampliare la platea civica anche mediante alleanze di programma con altri movimenti e/o associazioni cittadine in grado di fermare l’avanzata della solita destra pontina, travestita da LEGA.

In questo contesto il PD dovrà fare una scelta o rimanere sull’Aventino o schierarsi con chi non vuole far tornare la città indietro di vent’anni.

INDIFFERENZIATA

VIAGGIO NELRIFIUTO” DELLA POLITICA LATINENSE, ASPETTANDO ABC, LA NUOVA AZIENDA SPECIALE DEL COMUNE DI LATINA

La raccolta dei rifiuti a Latina è ormai ferma e i rifiuti rimangono abbandonati per le strade della città, i cittadini respirano solo un olezzo maleodorante.”

La società che si occupava della raccolta dei rifiuti ha chiuso definitivamente il 15 giugno 2017” (a scadenza naturale di un contratto non rinnovato dal comune di Latina) con una strana coincidenza di cronaca locale, Rida (la società di Aprilia che si occupa del conferimento dei rifiuti) che chiude i cancelli dei suoi impianti facendo fermare i mezzi delle società di raccolta. In questo scenario di catastrofe, per “Latina Ambiente” non c’è che la discarica, ma sulle strade cittadine l’immondizia non raccolta che si accumula”. fonte: latina24ore.it

NEL SECCHIO “GRIGIO” L’INDIFFERENZIATO

(ovvero l’indifferenza di un crollo annunciato e le cause del fallimento)

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Il verde pubblico e le anomalie climatiche a Latina

Anomalie climatiche: questa sembra essere la ragione per la quale Latina ha assunto le sembianze di quella New York immaginata dal film di Francis Lawrence “Io sono leggenda”.
La logica spinge però verso un’altra risposta: impreparazione. Un sostantivo che si accosta perfettamente all’amministrazione attuale che, dopo aver la propria inadeguatezza con i provvedimenti temporanei che vedevano affidati i parchi e le aree verdi ai gruppi dei volontari della Protezione civile (modello Tiero, in arte Tierolaso), a cui andranno 11.500 euro di rimborso spese, e le aree scolastiche ai giardinieri comunali, ha optato per due affidamenti diretti (ricordandoci i fasti dell’amministrazione Di Giorgi e dell’assessore Cirilli): aree a verde pubblico dei quartieri Nuova Latina e Nascosa andranno alla ditta Vivai Fiorita srl e la zona del centro alla Vivai Capuani, per un totale di 25 mila euro. Una determinazione, peraltro, che non specifica le aree e i mq dei due quartieri di Latina. Ennesima dimostrazione di carenza tecnica è la mancanza di una gara d’appalto per il verde aperta per tempo e non per rimediare a una situazione che è diventata di emergenza a causa dei ritardi. La fase più recente vede l’apertura delle buste con la ricezione di 36 offerte distribuite su 3 lotti di 80 giorni per un totale di 237 mila euro (decisamente pochi per gli ettari di competenza comunale. L’aggiudicazione dovrebbe definirsi entro 10 giorni e l’affidamento del servizio concludersi in estate piena. 

a cura di Francesco Martello, attivista meetup 256 “I Grilli e le Cicale di Latina”

COLETTELLI E L’AUTOSTRADA ROMA-LATINA

Domani, 29 aprile, alle ore 17,30 in Piazza del Popolo a Latina, è annunciata una tavola rotonda dal titolo: “Infrastrutture e sviluppo: Roma-Latina, un’opera necessaria”. La tavola rotonda avrà luogo nell’ambito della tre giorni organizzata dal sindacato Ugl. Alla tavola rotonda parteciperanno il sindaco di Latina Coletta, il sindaco di Aprilia Terra, il consigliere regionale-comunale Forte, il consigliere regionale Malcotti (il sostituto in Regione Lazio di Luca Gramazio, per il quale i magistrati, ieri, hanno chiesto 19 anni di reclusione nell’ambito di Mondo di Mezzo/Mafia Capitale) e altri.
A questa tavola rotonda ci sono due convitati di pietra: il primo è una voce contraria all’opera (magari qualcuno del Comitato No Corridoio Roma-Latina) che, invece, viene definita apoditticamente “necessaria”, accostando le parole infrastrutture e sviluppo quando, invece, persino la Commissione europea ha definito lo sviluppo dei trasporti in direzione di ferro e fiumi. Però ai signori il necessario sembra essere rappresentato da un’opera finanziariamente, economicamente e ambientalmente disastrosa, con l’aggiunta di danni erariali già certificati e conclamati, per cui nessuno ha pagato a causa della sempre viva ancora di salvataggio della prescrizione (della quale ormai i maggiori esperti non sono i togati ma i delinquenti di strada).
Il secondo convitato di pietra è rappresentato dal coraggio e dalle decisioni mancanti dei sindaci Coletta e Terra che in mesi non sono riusciti a esprimere un atto di indirizzo, a differenza dei comuni di Roma, Pomezia e Ardea, che certificasse la loro contrarietà all’opera. Coraggio e decisioni mancanti che investono anche i consiglieri comunali che dovrebbero essere rappresentanti del popolo ma che, almeno a Latina, non portano un atto in consiglio nemmeno se casca il mondo. Un problema strutturale che investe il funzionamento della democrazia poiché un Comune non è formato solo da una giunta in cui decidono in pochi ma è il prodotto delle azioni politiche dei consiglieri che dovrebbero portare avanti le battaglie dei cittadini al di là dei propositi della propria giunta di riferimento
Il sindaco Coletta, mesi fa, nell’ambito dell’assemblea tenutasi al Comune di Latina, su spinta del Comitato No Corridoio Roma-Latina e del Nodo di Latina, aveva promesso un tavolo di confronto con tutti i sindaci dei comuni interessati dall’opera: MAI PERVENUTO. Eppure non stiamo parlando dei vasi di fronte al mercato o di polemiche sterili quali i fiori a Palazzo M. Stiamo parlando di un’opera su cui ballano 3 miliardi di Euro, un ammontare simile al bando di gara più discusso degli ultimi mesi: l’affaire Consip.
Deduciamo che i due sindaci Coletta (in versione Colettelli) e Terra sono favorevoli all’autostrada.
Spiegassero ai cittadini i loro motivi perché finora hanno galleggiato per non dire niente.

p.s.: al Comune di Latina e al Comune di Aprilia sono state protocollate dai gruppi locali legati al No Corridoio Roma-Latina/Nodo di Latina due bozze di delibera sulla scorta di quella votata a Roma dal Consiglio capitolino nell’ottobre del 2016, c’è qualche consigliere comunale disposto a tradurre questo documento in un atto da discutere democraticamente nelle rispettive assise?

Il caso Ciccarelli/Forlenza

Premesso che non vi fossero molte possibilità perché l’assessora rispondesse alla richiesta di chiarimento in base alle sue dichiarazioni di luglio 2016 (in merito al proscioglimento del marito/imprenditore Forlenza dall’inchiesta Mondo di Mezzo/Mafia Capitale), si può affermare, ad ora, che la delegata alle Politiche di Welfare e Partecipazione, Pari opportunità del Comune di Latina, Patrizia Ciccarelli, ha mentito, o ha omesso, o era inconsapevole riguardo a ciò che ha detto sul coinvolgimento di suo marito nello scandalo Mondo di Mezzo/Mafia Capitale. Che poi sia peggio la menzogna, l’omissione o l’inconsapevolezza per la credibilità di un assessore di un ente comunale lo stabiliranno i cittadini.

Dichiarare il coniuge prosciolto dall’inchiesta capitolina è stato un errore, sebbene non si voglia rappresentarlo come tale e si preferisce l’indifferenza a un desiderio di trasparenza. Non proprio il “non plus ultra” per un’amministrazione, quella attuale, che si prefigge di seguire la stella polare delle chiare scelte nei confronti del cittadino. Ad ogni modo, senza il rischio di essere apodittici, così è stato.

Il caso della menzogna, o dell’omissione, o della inconsapevolezza, che a una lettura emotiva e superficiale potrebbe essere derubricato a fatto privato, è invece piuttosto spinoso, sopratutto pubblico e indubbiamente non trascurabile. Senza contare che, mesi fa, una volta trattato da alcuni organi di stampa locale, ha causato le risposte piccate del duo Ciccarelli/Forlenza: dove l’assessora si rivolgeva con sdegno, quasi da lesa maestà, dimostrando, a suo dire, la totale estraneità ai fatti del marito, il medesimo, invece, predisponeva azioni civili per danni rivolte alla stampa locale.
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