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Interrogazione su disservizi Cotral a prima firma di Simeoni e Vacciano

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I senatori pontini del M5S, Ivana Simeoni e Giuseppe Vacciano,  hanno presentato al Senato un’interrogazione riguardo i numerosi disagi causati dai disservizi del trasporto pubblico regionale gestito dall’azienda Cotral (Compagnia trasporti laziali) SpA, in particolar modo nella tratta Latina-Roma.

Nell’interrogazione sono stati elencati tutti i problemi causati dall’azienda Cotral: ritardi,  corse soppresse, freni rotti, mancanza di personale.

Questo atto di sindacato ispettivo presentato dai portavoce  M5S è rivolto al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, al quale viene chiesto se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e “se non intenda, nell’ambito delle proprie attribuzioni, conformemente a quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 422 del 1997, richiedere alla Regione Lazio le opportune informazioni sulle criticità espresse in premessa sotto il profilo della sicurezza dei passeggeri e seguirne gli sviluppi.

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SE NON SAI, NON PUOI DIFENDERTI – ANATOCISMO

Con il termine anatocismo (dal greco anà – sopra, e tokòs – prodotto) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi). Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti “composti”. Esempi di anatocismo sono il calcolo dell’interesse attivo su un conto di deposito, o il calcolo dell’interesse passivo di un mutuo.
Giuridicamente, in un’obbligazione pecuniaria l’applicazione dell’anatocismo comporterebbe, per il debitore, l’obbligo di pagamento, non solo del capitale e degli interessi pattuiti, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già scaduti. (Fonte Wikipedia)

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Ex centrali nucleari. Vacciano e Simeoni (M5S) su convenzioni SOGIN-CONSIP

Nuova interrogazione dei Portavoce pontini M5S al Senato Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni che riguarda due convenzioni stipulate tra CONSIP e SOGIN, applicate nelle ex centrali nucleari italiane, ora impianti SOGIN, di Borgo Sabotino – Latina, Casaccia, Trisaia e Garigliano, in un arco temporale che va dal 2009 al 2012 quando era in carico il precedente Consiglio di Amministrazione.

“Facility Management 2” e “Reti Locali 3” sono le due convenzioni per le quali si chiedono chiarimenti al Ministero dell’economia e delle finanze che, oltre ad avere la competenza in materia, è l’azionista unico di SOGIN – società deputata allo smantellamento delle centrali nucleari, e di CONSIP – centrale che realizza il programma di razionalizzazione degli acquisti nella PA. “Evitare abusi nell’uso delle convenzioni che, altrimenti, diventerebbero uno strumento di turbativa del mercato e utilizzati per aggirare il Codice degli appalti”, questo il leitmotiv dell’atto ispettivo.

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Alla luce dell’ambiguità riscontrata da Vacciano, Simeoni e dagli altri 14 Portavoce M5S, lo scopo “di sponda” dell’interrogazione è riuscire a capire se i fondi destinati alla SOGIN dal MEF, e quindi dalle tasse sostenute dai cittadini, siano effettivamente utilizzati per il vero e proprio decommissioning inteso come smantellamento o impiegati impropriamente come cassa per investimenti strutturali che esulano dalla mission pubblica della SOGIN. Continua a leggere

Terre confiscate alla camorra: presunti interramenti.

Alcuni cittadini residenti in località Piano Rosso – Cisterna esternano i loro timori attraverso un esposto anonimo: questo è il tema dell’interrogazione parlamentare dei Portavoce M5S al Senato Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni.

Dopo le dichiarazioni dell’ex boss Carmine Schiavone, tornano alla memoria i viavai di camion in alcuni terreni a nord di Latina che, prima della confisca, appartenevano a Francesco “Sandokan” Schiavone, cugino del pentito casalese. Rimorchi che portavano via la terra ricca di argilla da uno scavo di grandi dimensioni; si dice destinata all’impermeabilizzazione della vicina discarica di Borgo Montello. Successivamente, quell’enorme buca fu chiusa e nessuno, in quel momento, si domandò con quale materiale fu riempita: un interrogativo che, invece, tornò ad affacciarsi quando la realtà conclamata della “Terra dei Fuochi” mise sul chi va là larga parte della bassa costa tirrenica.

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Dopo la confisca, il podere oggetto dell’esposto fu consegnato in gestione alla cooperativa sociale “Il Gabbiano”, sulla cui pagina web si legge: “Il fondo agricolo consiste in una superficie di oltre 10 ettari di terreno, di cui 6 a vigneto, con un fabbricato rustico. Il tutto in un avanzato stato di abbandono dovuto a diversi anni di non uso e danneggiamenti: il fabbricato non agibile, il vigneto con necessità di interventi di ripristino dei filari, il restante terreno, con la presenza di depressioni e dislivelli, da recuperare all’uso sociale”; gli interroganti aggiungono: “il che non costituisce evidenza alcuna relativa agli interramenti in questione, ma sicuramente avalla la tesi di abbandono e scarso controllo nonché di possibili movimenti di terreno prima dell’avvento della cooperativa”.  Continua a leggere