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La notte europea dei musei 2016: occasione persa o lodevole iniziativa?

Lo sapevate? Latina ha nove musei: il Parco Musei Piana delle Orme che è anche azienda agrituristica De Pasquale, il Duilio Cambellotti, il Museo della Terra Pontina, il Civico Antiquarium del Procoio, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, il Museo della numismatica, medaglistica, grafica incisa e fotografia “M. Valeriani”, il Museo di Arte e Giacimenti Minerari, la Pinacoteca d’Arte Moderna e Contemporanea e il Museo Sessano 50 Dalla lestra al podere.

L’iniziativa è annunciata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali italiano il 21 Aprile scorso, non è stata un’idea dell’amministrazione locale. Giunta alla sua XII edizione in Europa, “La notte europea dei musei” è stata patrocinata dal Consiglio d’Europa, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e dall’International Council of Museums, un’organizzazione senza fini di lucro che riunisce oltre 30.000 aderenti nei 5 continenti, con la finalità di valorizzare l’identità culturale europea cui, ogni anno, può aderire ogni museo in grado di porre in essere un’apertura straordinaria di tre ore al costo di 1€ tranne nel caso delle gratuità previste dalla normativa. Tra l’altro, per ottenere il patrocinio dell’Unesco, bisogna preparare una domanda in inglese o in francese alla relativa Commissione Nazionale Italiana chiamata a esprimersi sul merito della richiesta e, in seconda istanza, a trasmettere l’intera documentazione a Parigi tramite la Rappresentanza Permanente d’Italia presente presso l’organizzazione che ha la sua sede centrale a Parigi.

Tra i visitatori dei musei latinensi, c’è chi ha reagito a questo evento con entusiasmo, come Francesca L., che ha definito l’evento “Emozionante. Vedere finalmente la mia città partecipare ad eventi nazionali, addirittura europei mi ha riempito di gioia” – dice – ripensando che purtroppo non è stato sempre così. “Latina è una città a cui non manca nulla per definirsi tale, ha diverse culture che la colorano eppure nessuna identità, nessuna capacità di valorizzare le sue qualità. Ieri mi ha spiazzato vedere il nostro centro storico vivo, coinvolto da eventi di vario genere, trovare i nostri musei aperti, vissuti dai propri cittadini”, continua, ma c’è anche a chi non sfugge che più di qualcuno si è stupito di trovare i musei “aperti”, non “aperti di notte”, in definitiva come se fossero sempre chiusi, perché questa è la percezione della realtà museale latinense. È come se i musei non ci fossero, è come se, quei pochissimi della cui esistenza sono informati solo alcuni, fossero sempre chiusi, fossero cattedrali nel deserto. E forse lo sono.

È questa l’impressione di altri due visitatori giunti nella cattedrale in campagna che è l’edificio del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma Latina che ospita in via precaria e temporanea MADXI – che non si legge madcsi!, ma MAD UNDICESIMO, perché nel nome si celebra l’undicesimo anno di attività del relativo Museo D’Arte Diffusa. Si tratta di uno spazio difficile da immaginare come museo, vista la sua vocazione burocratica, sostiene Adriano L., “meritorio l’impegno di chi se ne prende cura cercando di valorizzarne le caratteristiche al fine offrire visibilità agli artisti del nostro territorio”. Certamente si tratta anche di darsi delle chance professionali e questo aspetto non è secondario: giornate come queste dovrebbero, infatti, trasformarsi anche in opportunità occupazionali per i tanti esperti del settore in cerca della loro giusta realizzazione. Di questa galleria in località Tor Tre Ponti, Daniele C. pensa che la sua posizione fuori mano abbia sfavorito l’affluenza del pubblico, almeno in tarda serata, ma anche che sia una realtà con un buon potenziale di crescita. Daniele C. ha anche apprezzato la partecipazione delle scuole che hanno contribuito alla diffusione della notizia e alla buona riuscita dell’iniziativa. Continua a leggere