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Vacciano, Simeoni (M5S): carriere di agenti spezzate senza motivo legittimo. Il Ministro dell’interno interrogato

Il “superpoliziotto” pontino e la Polaria (Polizia di frontiera aerea) di Fiumicino collegati da un dettaglio che non può essere assolutamente considerato trascurabile.

L’efficiente poliziotto di Latina, di cui si è parlato nelle cronache dei quotidiani agli inizi di ottobre, che con le sue indagini ha permesso il sequestro di 500 milioni di euro alla criminalità locale, è ora in congedo dopo che la sua carriera di punto in bianco è stata spezzata. Polaria di Fiumicino, coinvolta nel 2003 dalla Squadra Mobile di Roma per stroncare il traffico di droga sul litorale di Ostia: operazione successivamente dirottata su videopoker clandestini e concessioni/autorizzazioni facili; i poliziotti della Polaria che avevano intuito una buona pista sul narcotraffico Ostia – Costa Rica, messi tutti in condizione di non lavorare più. In tutti e due i casi, agenti modello per condotta e produttività si sono visti ridurre sostanzialmente la libertà di investigazione e, di pari passo, hanno assistito alla profanazione dei loro diritti di lavoratori.
Tutto ciò è la testimonianza che il meccanismo di controllo interno della Polizia di Stato non ha funzionato, poiché questi provvedimenti non sono mai stati supportati da nulla che non fossero voci di corridoio o denunce fasulle, accuse infondate o addirittura mai verificate.

Polizia di Stato

La circostanza che accomuna i due casi è molto curiosa: al sopraggiungimento di Alberto Intini come Questore a Latina ad ottobre del 2011, in un caso, e Capo della Squadra Mobile di Roma nell’estate del 2003, nell’altro, indagini prolifiche per quanto riguarda i risultati sono state bruscamente interrotte oppure hanno preso una piega meno “invasiva”.
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Interrogazione M5S sulla criminalità a Ostia e lo smantellamento del pool d’indagine

squadramobile-polizia-passamontagna-arresto_550“Negli ultimi 20 anni sul territorio romano di Ostia si sono registrati gravissimi omicidi riconducibili all’egemonia di clan mafiosi insediatisi sul luogo, tra cui nell’ottobre del 2002 quello di Paolo Frau, esponente di spicco della Banda della Magliana. Ciò è quanto dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle Cristian Iannuzzi. ” Il pool di indagine costituito per indagare sull’omicidio rivelò  l’esistenza di un sodalizio criminoso finalizzato al traffico internazionale di stupefacenti e al riciclaggio di denaro, facente capo nel sud Italia, e in particolare sul lido di Ostia, ai fratelli Vito e Vincenzo Triassi, rappresentanti in loco del clan Cuntrera-Caruana-Caldarella, ed in Sudamerica ai noti latitanti Vito Genco e Santo Caldarella. Nonostante i brillanti risultati investigativi raggiunti, il pool venne smembrato e le deleghe di indagine conferite all’ispettore superiore Gaetano Pascale e all’assistente Piero Fierro per recarsi in Brasile e Costarica ad approfondire i legami criminali emersi tra Italia e Sudamerica non furono mai eseguite;  Continua a leggere