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Borgo Montello e la discarica “eterna”

Latina non è solo il secondo capoluogo di provincia più grande del Lazio, è anche la seconda discarica più grande del Lazio.

La discarica di Borgo Montello nasce come una “piccola buca nel terreno” nel 1971, appena dopo il boom economico in cui la nostra neonata democrazia sperimentava per la prima volta un’industrializzazione moderna e senza precedenti. In quel periodo si modificarono le necessità della società che mostrava i suoi primi problemi di smaltimento dei rifiuti sia urbani (cioè cittadini) che, sopratutto, industriali.

Uno degli invasi attivi, di Borgo Montello.

Sappiamo benissimo che prima arrivano i problemi e poi le leggi che cercano di risolverli, insieme alla capacità del tessuto illegale/malavitoso di evolversi per aggirarle; come nelle leggi dell’evoluzione degli ecosistemi naturali vi è l’imperitura lotta tra preda e predatore.

Il quadro storico, di cui sopra, è importante perché Borgo Montello ha attraversato tutte le “ere” della politica della gestione dei rifiuti, e ne porta su di sé le cicatrici, anzi una sola grande cicatrice: una discarica che è cresciuta a dismisura come un tumore in un tessuto agricolo sano, inquinando con il suo percolato la falda acquifera sottostante e il vicino fiume Astura. 

Attualmente la discarica di Borgo Montello è divisa in due parti: Indeco (gestore completamente privato) e Ecoambiente, società partecipata tramite Latina Ambiente che ne detiene il 51%, e a sua volta partecipata dal Comune di Latina per un identico 51%.

I principali imputati per l’inquinamento (ancora in corso) della falda idrica sottostante la discarica sono i primi bacini del sito non impermeabilizzati e riconducibili, oggi, principalmente alla gestione partecipata del Comune: Ecoambiente.  Continua a leggere