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Cittadini forti e liberi

Il cammino è ancora lungo ma da oggi i cittadini sono un po’ più forti e liberi. Nell’ambito dell’accordo stipulato tra Comune e Questura, oggi è stato sgomberato il campo di calcio utilizzato, un tempo, dalla società A.S. Campo Boario “Forti e Liberi”. Le quote della società sono state sequestrate già all’epoca dell’operazione Don’t Touch che ha rappresentato un momento di verità (ancora non del tutto compiuta) riguardo alla mala latinense. La società di calcio era sotto il controllo di Cha Cha Di Silvio, Gianluca Tuma e altri sodali, coinvolti nell’inchiesta e, in seguito, nel processo Don’t Touch.
È in quella società e in quel campo che nasce l’amicizia inopportuna tra Cha Cha e il deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta.
Persino dopo il grave episodio del 2004 quando, in seguito a un violento episodio di rissa durante una partita di calcio, la società dei “Forti e liberi” fu radiata dal campionato, nessuno nell’amministrazione comunale e nella politica tout court sentì il bisogno di denunciare ciò che quel campo – dove il Comune non faceva pagare i canoni d’affitto – rappresentava in un quartiere che con fatica cerca la strada del riscatto e della riqualificazione.
Ecco cosa si intende quando si suggerisce sommessamente al sindaco, alla giunta e ai consiglieri di maggioranza di non accettare consigli da chi ha amministrato e da chi non ha fatto un’opposizione degna di questo nome.
Nel 2015 è iniziata l’operazione. Vi è stato bisogno di un commissario prefettizio, Barbato, per procedere a qualcosa di sacrosanto: il sequestro della struttura che presenta, oltre che al campo, un fabbricato per gli spogliatoi, una piccola tribuna ormai in disuso e, sopratutto, fino a questa mattina, cavalli del clan che scorrazzavano beatamente anche dopo le operazioni di qualche settimana fa che videro il sequestro di altri equini appartenenti alla stessa famiglia e lasciati in condizioni di salute precaria in altre zone della città.
È stato importante che l’amministrazione attuale abbia sottoscritto un protocollo di collaborazione con la Questura, che conosce bene le dinamiche del clan, e abbia dato continuità alle disposizioni del commissario Barbato.
Da oggi, in Via Coriolano, dove sono state sequestrate nella stessa operazione anche automobili di lusso e altro, c’è un po’ più di giustizia e civiltà. E i cittadini sono più forti e liberi.
Sarebbe eccezionale e altamente auspicabile che adesso quel campo venisse utilizzato da una società trasparente e rispettosa dei valori dello sport. Una società che metta al centro i giovani e consenta loro di giocare a calcio con il rispetto dell’avversario e senza la presenza di personaggi che non possono educare al bello della rappresentazione straordinaria e sacra qual è lo sport.