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Glifosato: il glifosato nell’Agro Pontino e la buona pratica agricola

Lo Scenario

Corrono sul web notizie contrastanti a livello internazionale sulle implicazioni del glifosato, erbicida molto diffuso in ambito agricolo, attorno al quale si stanno delineando due scuole di pensiero. L’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha definito probabilmente cancerogeno, lAutorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) invece si è espressa con toni differenti, sostenendo che è improbabile che sia cancerogeno.

Tuttavia, è stato rimandato il voto della Commissione Europea che avrebbe dovuto decidere se autorizzare luso del glifosato per altri quindici anni. La decisione di rinvio è stata dettata dalle preoccupazioni serpeggianti in alcuni paesi, tra cui lItalia. 

In questa fase lAgenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) condurrà indagini sullimpatto sanitario del glifosato per arrivare a una classificazione ufficiale della Ue, dopo lallarme lanciato dallOMS. Il processo si concluderà a fine 2017: se si scoprirà che può causare il cancro, interferire con la riproduzione o danneggiare il sistema ormonale, il glifosato non potrà più essere venduto.

LAgro Pontino

In questa fase di preoccupazione ed incertezza, su una cosa si è tutti daccordo: l’agricoltura deve andare avanti soprattutto per il nostro Agro Pontino, che in questi ultimi 3 anni è protagonista di una impennata vigorosa in termini di investimenti. Un’autentica migrazione di imprenditori provenienti dall’edilizia, dal terziario e dal commercio che si reinventano agricoltori. Un concetto nuovo che alcuni analisti avevano previsto, considerata la stagnazione post euro di alcuni settori.

In questo contesto economicamente positivo, dove esperienze vecchie e nuove si fondono, dobbiamo sempre avere un occhio di riguardo a ciò che è la metodologia, soprattutto se si parla di applicazione dei diserbanti.

L’allarme proveniente dall’Italia sull’aspetto cancerogeno del glisofato va di pari passo con l’uso che si fa degli erbicidi. Bisogna infatti chiedersi come vengano applicate certe sostanze, con quale criterio gli agricoltori ,e i cittadini in genere, scelgono di impiegarli.   Continua a leggere

PLUS Latina e Porto – Incontro al ristorantino “Già Sai” al mare

Mercoledì 25 Febbraio 2015, presso il locale “Già Sai” di Latina Lido, c’è stato un incontro pubblico organizzato e presieduto dal vicesindaco Tiero insieme al sindaco Di Giorgi e all’assessore ai Lavori Pubblici Di Rubbo. L’incontro, aperto alla partecipazione dei cittadini, verteva sul progetto Plus e La Marina di Latina. 

 Il vicesindaco Tiero ha spiegato i vantaggi dei lavori per la Marina di Latina seppur inficiati da qualche disagio e ritardo a causa di alcuni errori in fase progettuale e nella di gara d‘appalto, con particolare riferimento al raddoppio della pista ciclabile da Via del Lido fino a Capo Portiere.

Stando alle dichiarazioni del vicesindaco sembrerebbe che la realizzazione del progetto PLUS sul litorale di Latina sia una manna dal cielo, e che l’amministrazione del Comune di Latina vi abbia investito molto in termini di risorse umane ed economiche. Trascurando il fatto che, quando si parla di risorse economiche, non si deve mai dimenticare che  queste ultime  non sono altro che fondi di denaro versato dai cittadini sotto forma di tributi.

Il Progetto PLUS è comunque, nella realtà, finanziato dalla Comunità Europea insieme alla regione Lazio. Sembra quindi eccessivo assumersi il merito di questa operazione quando l’amministrazione comunale parteciperà con una risibile percentuale di investimenti; eppure questo concetto è stato ribadito più volte anche dal Sindaco Di Giorgi che è intervenuto solo in seconda battuta dopo gli interventi del vicesindaco e dell’assessore.

I tre rappresentanti del Comune di Latina hanno voluto sottolineare, all’unisono, l’attenzione dell’attuale amministrazione verso la riqualificazione e il nuovo sviluppo della Marina di Latina, usufruendo dell’opportunità offerta dal progetto PLUS in continuità con quanto stanziato dalla stessa Regione Lazio anni addietro, per la lotta al fenomeno dell’erosione costiera attraverso ripascimenti delle spiagge e opere a difesa della costa. Veniva da credere che avessero  finalmente riscoperto l’amore per il mare di Latina, sino a quando Tiero si è domandato contrariato perché il Corpo Forestale dello Stato classifichi come duna il territorio su cui si dovrebbero realizzare alcuni progetti del PLUS – in riferimento ai problemi occorsi nel completamento del marciapiede sul lungomare, poiché la duna, a detta di Tiero, ha “invaso” l’area e che, dunque, la stessa è sottoposta a vincolo ambientale(!?!).  Continua a leggere