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Pezzi di vetro: il vicesindaco e la trasparenza

Fosse successo a Enrico Tiero, ex vice sindaco della precedente amministrazione Di Giorgi, i social network non avrebbero perdonato: colpevole a insindacabile giudizio del web pensiero. Intendiamoci, il suddetto rappresenta ciò che un politico deve evitare di fare, fischietto o non fischietto alla bocca, governo ombra o meno, però…

In data odierna, da notizie pubblicate da Latina Editoriale Oggi, è di pubblico dominio che il vicesindaco di Latina, Maria Paola Briganti, risulta indagata per usura bancaria. Intendiamoci ancora, è coinvolta in un’indagine insieme ad altre 13 persone, per un reato, quello di usura bancaria, ipotizzato in seguito a una denuncia di una parte, una società, che ritiene di essere stata usurata dalla banca di cui il vicesindaco è direttore. Una responsabilità che, laddove dovesse sfociare in un rinvio a giudizio, potrebbe comunque essere oggettiva, sebbene, nel nostro ordinamento, tale possibilità è preclusa innanzitutto dalla Costituzione.

Rinvio a giudizio che, oltre a non essere augurabile, è molto improbabile; il tutto, di converso, – altamente probabile – si concluderà con un’archiviazione per un fatto che parrebbe, sempre da notizie di stampa, essersi concretizzato in 11 anni per la somma di 5000 Euro. 5000 euro in 11 anni che, al cospetto di usure bancarie che hanno interessato le aule di giustizia italiane nell’ultima decade, possono essere definite una somma risibile.

La riflessione, però, non è tanto sull’indagine di un vicesindaco di Latina, che purtroppo non costituisce un unicum nella storia pontina, quanto, in realtà, sulla risposta che il vicesindaco ha fornito una volta interpellata in merito all’indagine.

Il vicesindaco, nonché Assessore alla Trasparenza, Legalità e Sicurezza, chiarito di aver saputo del procedimento a inizio 2015, ha dichiarato che: “È una problematica frequente nel mondo bancario. Di solito si procede in direzione civile per avere un risarcimento, in questo caso la società ha ritenuto di intervenire penalmente. Su aspetti soggettivi di dolo mi sento tranquilla” (fonte: LatinaQuotidiano, articolo di Eleonora Spagnolo).

Da dipendente bancario con funzioni direttive, e sopratutto da assessore alla Trasparenza e alla Legalità, la risposta pone un quesito importante: sin dove arriva l’opportunità politica e comincia la naturale difesa personale?

Dapprima, il vicesindaco della trasparenza avrebbe dovuto dichiarare di essere sotto indagine. Non si sarebbe trattato neanche di un carico pendente, ma di una indagine che da quello che si legge non è di gravità inaudita.

In secondo luogo, l’errore di comunicazione è imponente dal momento che qualcuno potrebbe pensare che un direttore di bancapezzi di vetro 2 ha come rischio del mestiere l’usura bancaria – e immaginiamo come questo filo conduttore abbia fatto la gioia dei guru contro le banche fagocitanti lo sterco del diavolo e storcere la bocca a qualche direttore bancario che mai si sognerebbe di dire che tra i rischi del mestiere c’è quello di passare per usuraio.

Involontariamente, il vicesindaco dà la stura all’archetipo iper-semplificato di questi anni che vede le banche come centro di cravattari e le società di imprenditori agnelli scuoiati sull’altare del profitto. Intendiamoci per la terza volta, ci sono molti casi che hanno fatto pensare con nettezza a questo (i dipendenti bancari che concedevano ai clienti fidi in cambio di azioni, come avvenuto in molte banche in Italia, gridano vendetta), non di certo però un’indagine che mette sul piatto 5000 Euro e che avrebbe richiesto una risposta un po’ più coraggiosa e consona da parte dell’assessore alla legalità, magari suggerita da quell’addetto stampa che tanto scalpore ha suscitato perché figlia dell’assessore Di Muro.

Occorre offrire tempo a un’amministrazione per essere giudicata, questo è sacrosanto; non è così difficile dover ammettere che alcune prove iniziali di codesta amministrazione sono state quantomeno inopportune come l’assessore dipendente della multinazionale che si occupa di OGM seduto al fianco dell’assessore che vendeva prodotti bio; oppure dello spauracchio Mafia Capitale entrato di diritto nel dibattito in seguito alla nomina della moglie di uno degli indagati, senza menzionare la delega data alla stessa in aperto conflitto d’interessi con la sua occupazione lavorativa e di attivista impegnata nel sociale; oppure, del discusso plenipotenziario dell’Urbanistica, dei Lavori Pubblici, dell’edilizia pubblica e privata, dei trasporti pubblici e privati: un vero e proprio secondo sindaco di fatto, senza indulgere, almeno in questo scritto, nelle scelte adottate quando era dirigente nel comune limitrofo di Cisterna di Latina.

Non saranno neanche alcune decisioni un po’ raffazzonate dettate dalla giustificabile inesperienza – vedi bando per le concessioni delle strutture sportive con marcia indietro sullo sconto; o video-sorveglianza accesa di nuovo – a Via Aspromonte avranno tremato a saperlo – con il problema che la società che ha installato le telecamere è creditrice di circa duecentomila Euro. Non saranno neanche le prime prove in Consiglio come l’ordine del giorno a favore della Roma Latina passato grazie all’astensione di LBC e al voto di un consigliere della maggioranza stessa (Leotta) – a proposito, ma questa giunta e questa maggioranza sono a favore o meno della Roma Latina con annessa tangenziale (impattante è un pallido eufemismo) sulla città pontina?

Al di là di questo e altro – non solo fatti negativi ma scelte positive come l’annuncio che si sgombereranno gli uffici del Pegasol pagati a peso d’oro per sfruttare finalmente l’ex Albergo Italia – c’è da domandarsi se la china sia questa: se al prossimo avviso di garanzia, qualcuno dirà che fa parte del rischio d’impresa o di professione. Perché francamente è difficile sentire che un poliziotto, per difendersi, dica che tra i suoi rischi ci sia quello di pestare un indiziato, o un imprenditore possa incorrere nel rischio di pagare con i voucher o i buoni pasto dipendenti di fatto.

Dall’assessore alla Legalità e alla Trasparenza, un assessorato altamente simbolico in una città che ha dormito per anni prima di ammettere di avere un clan vero e proprio e di essere inzuppata in un territorio provinciale che non si fa mancare neanche una delle storiche organizzazione criminali da Cosa Nostra alla ndrangheta passando per la camorra, la Sacra Corona Unita più le nuove mafie straniere, ci si sarebbe aspettato una scusa ufficiale nel non aver comunicato la sua trasparenza. E magari una rinuncia (le dimissioni le valuterà nel caso fosse rinviata a giudizio), almeno fino a quando non verrà archiviata la sua posizione, a trattare, come scritto tra le sue deleghe, di “Interventi sull’amministrazione trasparente”. Poiché di trasparenti e poco palpabili, ad ora, sono in special modo i propositi e le promesse.

Incontro Barillari e Task Force M5S Sanità con i Dirigenti ASL Latina

Uffici Direttivi ed Amministrativi ASL Latina

Il giorno 13 Ottobre 2014, ore 15 circa, alla presenza del Direttore Generale ASL Latina Michele Caporossi; del Direttore del Distretto 1 ASL Latina Belardino Rossi; del Direttore Sanitario Alfredo Cordoni e del Direttore Amministrativo Vania Rado.

Il consigliere Regionale Davide Barillari, accompagnato da due tecnici della task force sanità M5S, e la Portavoce al Senato Ivana Simeoni, accompagnata dalla propria collaboratrice, hanno affrontato con i succitati dirigenti della ASL Latina i seguenti argomenti:

Flussi economici delle aziende sanitarie del Lazio e contabilità analitica.

Questi dati, analizzati in modo scientifico, potrebbero fornire evidenze matematiche dei punti di debolezza nella gestione delle risorse delle aziende sanitarie pubbliche giacché, oggi, il problema della sanità è “economico” e non di sistema. A titolo di esempio, i tecnici del team M5S hanno messo in evidenza come dall’analisi di alcuni dati per l’ASL Latina, dal 2006, a fronte di un netto taglio della disponibilità di degenze, si è assistito ad un aumento del 18% circa delle spese per il personale. I due dati necessiterebbero di una conoscenza dettagliata delle voci di spesa al fine di evidenziare le inefficienze gestionali delle risorse economiche. È stato sottolineato che il gruppo M5S in Regione, attraverso la richiesta di accesso a questi dati, non intende criminalizzare il sistema sanitario e chi vi lavora da dirigente, ma aiutare nell’individuazione dei centri di spreco. Finora la riorganizzazione del sistema non si è mai basata su evidenze scientifiche di sprechi ed inefficienze a livello gestionale, ma su linee di indirizzo create in assenza di riferimenti (per fare un esempio la Regione Lazio che riorganizza il servizio sanitario, senza un lavoro analitico su dati di flussi e contabilità analitica, può essere paragonata a un automobilista che tenta di guidare a fari spenti nella notte).

Il Direttore Amministrativo Sig.ra Vania Rado ha risposto che non intende pubblicare questi dati perché è pericolosa l’elaborazione e l’uso che se ne può fare e che potrebbe risultare strumentale, a tal fine si è particolarmente impuntata sulla soggettiva “definizione” che si può dare ad alcune voci di spesa riferite al personale.  Continua a leggere

Pánta rhêi a Rio Martino

Il dubbio che si scriva a vicenda conclusa è purtroppo un esercizio di stile.

Quasi impossibile continuare a credere che la determinazione dirigenziale che assegna definitivamente i lavori di riqualificazione del porto canale di Rio Martino non sia stata ancora espletata. Considerati anche i cronici ritardi di questa amministrazione che sempre ritarda la pubblicazione di atti pubblici, in barba a decine di leggi sulla trasparenza che hanno investito la PA di anno in anno.

Purtroppo, come abbiamo avuto modo di constatare con l’esito di gara provvisorio mai apparso sul sito della Provincia, anche per il definitivo non saremmo stupiti se già fosse stato protocollato da giorni senza essere pubblicato.

panta rei 2Le cose, a Via Costa, scivolano alla maniera di un Eraclito impudente. Tutto scorre senza soluzione di continuità tra un’indagine della magistratura e un’indicazione di voto partita dal capo del personale Silvestri poco prima dell’urna europea.

Da quando, con il verbale numero 9 redatto in data 19 febbraio 2014, la gara fu provvisoriamente aggiudicata all’ATI Icad-Poseidon di acqua ne è scorsa potente e copiosa sotto i ponti.

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