UNA “SMART CITY” E’ POSSIBILE

Studio TPLIl 10 novembre u.s. il Tavolo di Lavoro Mobilità e Trasporti del Meetup 256 ha inoltrato al Servizio Mobilità e Trasporti del Comune di Latina una domanda di accesso agli atti per ottenere, in particolare tra i diversi documenti richiesti, copia dello “Studio per la riqualificazione del trasporto pubblico locale del comune di Latina”, commissionato al Ce.R.S.I.Te.S (Centro Ricerche e Servizi per l’Innovazione Tecnologica Sostenibile dell’Università La Sapienza) in data 12/05/2014 mediante determina n°838/2014, dell’allora Dirigente Avv. Passaretti Francesco, che ha previsto un impegno di spesa di €40 mila euro. Dallo studio in parola (terminato dal Ce.R.S.I.Te.S  nel mese di febbraio 2015), ottenuto in copia il 9/12/2015, si evince come la totale riqualificazione del TPL di Latina sia realizzabile mediante:

  1. l’eliminazione di sovrapposizioni delle obsolete linee perlopiù ridondanti, improduttive e/o poco frequentate dall’utenza cittadina;
  2. la riduzione complessiva del numero delle linee ma contestuale aumento delle corse di quelle ritenute strategiche al fine di incentivare l’uso del trasporto collettivo;
  3. l’accorpamento del servizio urbano e suburbano mediante la realizzazione di una nuova rete integrata (che tiene conto dei mutati poli generatori e attrattori di traffico) nella quale le due tipologie di servizio si uniscono e operano sinergicamente ampliando, in questo modo, la copertura territoriale tramite: a) la razionalizzazione e lo sfruttamento delle linee del servizio scolastico e del COTRAL; b) la riduzione delle linee tipo “navetta” attraverso l’inserimento di nuovi capolinea che andranno a costituire nodi di scambio; c) l’ampliamento dell’offerta relativa al servizio studenti e il potenziamento del servizio stagionale turistico (Latina Lido).

La citata riorganizzazione del TPL persegue, inoltre, l’obiettivo di:

  • estendere l’orario di servizio del trasporto collettivo;
  • aumentare l’accessibilità ai principali poli attrattori/generatori presenti nel contesto urbano, quali istituti scolastici, poli sanitari, centri commerciali, uffici, ecc.;
  • rendere di facile comprensione per l’utenza l’utilità della nuova offerta di trasporto collettivo;
  • ridurre, di conseguenza, il traffico veicolare in particolare sulla rete urbana.

Lo studio di riqualificazione del TPL dovrebbe, se applicato secondo le linee d’intervento suggerite dal Ce.R.S.I.Te.S, ridurre le attuali percorrenze chilometriche effettuate dal concessionario di circa il 14%.

Considerato che la Regione Lazio eroga un contributo ordinario per il servizio di TPL pari a € 1,5207/Km (anno 2012) e che per l’anno 2013 (determina n°2461 in data 29/12/2014) al concessionario ATRAL è stata riconosciuta una percorrenza totale di Km 1.891.594, pari ad un rimborso di € 3.164.201 (comprensivo di IVA al 10% ), il risparmio teorico garantito dall’applicazione della nuova rete del TPL si attesterebbe intorno ai € 443 mila/anno.

Per quanto sopra, il TdL Mobilità e Trasporti del Meetup 256 si auspica che il nuovo bando europeo, per la scelta del nuovo concessionario del Trasporto Pubblico Locale, venga emanato quanto prima, tenendo ovviamente conto delle rilevanti modifiche suggerite dal Ce.R.S.I.Te.S.

Ma se all’amministrazione – quella comunale e in particolare all’ente regionale – un risparmio del 14% fa certamente piacere, la stessa cosa non si può dire per il concessionario privato poiché si vedrà decurtare gli introiti derivanti dai contributi chilometrici regionali.

È per questo motivo che riteniamo questa fase particolarmente delicata e non immune a possibili ingerenze (politiche e/o di stakeholder)  tese a mantenere invariato (o persino aumentare), con qualche artificio, il monte chilometri posto a gara.

Del resto l’interesse di qualsiasi privato è quello di massimizzare il profitto minimizzando le spese (logistica e personale sono, di massima, i primi a pagarne il prezzo).

Contratto TPLL’attuale concessionario non si è certamente distinto per il puntuale rispetto del contratto di concessione (rep. 64575 stipulato in data 10/03/2005). Non sono pochi, infatti, gli articoli che l’ATRAL sembra aver “dimenticato” o “interpretato” (pro domo sua) come, ad esempio:

  • 12 (Tariffe e servizi commerciali all’utenza) par. 10 e 14 (adozione di sistemi elettronici di vidimazione; manutenzione delle macchine obliteratrici);
  • 15 (Parco mezzi ecc.) par. 2 (assicurazione della manutenzione ordinaria e straordinaria del parco mezzi al fine di garantire il perfetto stato di efficienza, pulizia interna ed esterna);
  • 16 (Personale) par. 3 (conducenti e agenti devono indossare, in perfetto ordine, divisa e cartellino);
  • 17 (Qualità dei Servizi e Carta della Mobilità) par. 1 (ricerca, da parte del concessionario, della massima soddisfazione dell’utenza in particolare sotto il profilo della sicurezza, puntualità, regolarità, comfort ecc.);
  • 20 (Informazioni all’utenza) par. 2 (individuazione di un ufficio per la raccolta reclami, proposte, suggerimenti e supporto al servizio per i portatori di handicap).

La cosa risulta ancora più grave in considerazione del fatto che l’ATRAL avrebbe dovuto gestire il TPL sino al 2011 ma, invece, ha proseguito in regime di proroga per ulteriori 5 anni.

Dunque non si spiega come in 11 anni di gestione “superficiale” del Trasporto Pubblico l’amministrazione politica non sia intervenuta potendo ricorrere, in caso estremo, all’articolo 26 (Cause di decadenza e risoluzione) per manifesti e reiterati disservizi.

La biasimevole gestione del TPL locale, documentata nel tempo dalla stampa locale e denunciata dalle principali associazioni dei consumatori, è nota alla cittadinanza e, in particolare, all’utenza che l’ha subita fino al punto di adattarsi e accettarla (sindrome di Stoccolma 2.0).

Il sondaggio effettuato dal MU256, pubblicato all’inizio del 2015 (sul sito www.latina5stelle.it),  ha confermato molteplici carenze tra le quali:Obliteratrici ATRAL

  • la compromessa funzionalità della maggioranza delle macchine obliteratrici. Mancanza messa in rilievo e sanzionata dai preposti uffici con una penale pari a € 6250 (determina 539 in data 20/03/2013).
  • la reiterata mancata pulizia degli autobus. Mancanza messa in rilievo e sanzionata dai preposti uffici con una penale pari a € 7300 (determina 539 in data 20/03/2013).

Se la prima carenza favorisce l’evasione dei titoli di viaggio, dunque compromette le entrate del comune che, di contro, sarà costretto a rifarsi sulle imposte locali per bilanciare i mancati incassi; la seconda si riflette negativamente sul decoro generale del TPL a detrimento dell’utenza che sarà invogliata all’uso del veicolo privato con conseguente aumento del traffico e dell’inquinamento da polveri sottili.

Bus monnezzaCarenze accertate anche nel corso di un “blitz” effettuato a bordo di un mezzo dell’ATRAL da una delegazione del TdL Mobilità e Trasporti del Meetup 256 e documentato in un resoconto, tragicomico, pubblicato sul nostro sito ufficiale (www.latina5stelle.it) e ripreso anche dal Giornale di Latina nell’edizione del giorno 7 gennaio u.s. (pag.12).

Ma a fronte di un contratto che assicurerà, verosimilmente, circa 4 milioni di euro l’anno al futuro concessionario, le irrisorie penali applicate da un Servizio Trasporti, sprovvisto di risorse umane da destinare ai controlli sull’efficienza del servizio, risultano prive di qualsivoglia reale deterrenza.

Infatti l’ATRAL, in tutti questi anni, ha continuato a non tener conto delle penali sapendo bene che il puntuale rispetto del contratto gli sarebbe costato certamente di più.

Sedile Bus monnezzaSe poi il prossimo concessionario potesse contare, come si vocifera, su un affidamento decennale dal valore di circa 40 milioni di euro, l’inadeguatezza del sopra citato servizio di controllo decreterebbe la completa egemonia del privato a scapito del servizio pubblico.

Insomma un “copione” che i cittadini di Latina, ormai, conoscono bene e che si è potuto riscontrare in altre gestioni di beni pubblici locali da parte di privati.

È per questo che stiamo elaborando un programma teso, tra le altre cose, a restituire alla città di Latina un trasporto pubblico efficiente, efficace e dignitoso. La parola “smart city”, spesso utilizzata dalla passata fallimentare amministrazione come uno “specchietto per le allodole”, deve tradursi in fatti tangibili indirizzati al miglioramento della qualità della vita cittadina che non può prescindere da altre due parole: inclusività ed eco-sostenibilità.

Palina monnezzaViviamo in un’era dove la tecnologia può e deve migliorare il benessere di tutti i cittadini. Basti pensare che ad oggi, in alcune città realmente “smart”, gli automobilisti possono ottenere sul proprio smartphone, tramite rete e applicazioni ad hoc, tempestive informazioni sul traffico o sulla disponibilità di un parcheggio gratuito che si traducono in un risparmio di tempo, carburante e denaro. Di conseguenza, si beneficia di una riduzione degli ingorghi stradali e del relativo inquinamento. Il tutto si riflette, positivamente, sulla qualità della vita dei cittadini.

Questa dottrina d’impiego della tecnologia “smart” può e deve essere applicata anche al Trasporto Pubblico Locale al fine, per esempio, di fornire all’utenza un’applicazione che consenta di monitorare l’itinerario di un pullman e sapere quanto tempo impiegherà il mezzo per raggiungere una specifica fermata.

Cambiare si può, cambiare si deve ma i primi a farlo devono essere i cittadini per rispetto delle nuove generazioni e della città in cui devono vivere e non solo risiedere.

 

Posted on 9 Gennaio 2016, in Blog, Comunicati, Iniziative Locali and tagged , , . Bookmark the permalink. 2 Comments.

  1. Vanessa Mandara

    Per il TPL……più che relazionare sulla sporcizia dentro i pulman e il mal funzionamento generale (comunque utile ma non determinante), si dovrebbe ricercare la causa di ciò, magari nella ditta appaltatrice che eroga il serivizio, analizzare il contratto del servizio, il costo e i benefici, poi agire per fornire soluzioni. Per esempio, in pochi sanno che vendono “ingiustamente” i biglietti da 1.50 (quelli con la maggiorazione) fuori dai pulman, invece di quelli da 0.80 cent. ……..per guadagnare di più, su un servizio indecente. Il disservizio è dovuto ad una gestione disilvolta da parte dell’amministrazione pubblica, attraverso contratti di dubbia efficienza.
    Altri datoi interessantei che mancano sono i km percorsi ed il costo complessivo mensile e annuale di questo magnifico servizio.

    • Gianluca Bono (Gianbo)

      La invito a rileggere più attentamente l’articolo in parola poiché si approfondisce sia il contratto di gestione sia lo studio di riqualificazione TPL della Sapienza. Inoltre lei “suggerisce” aspetti già trattati e denunciati puntualmente dal Tavolo di Lavoro Mobilità e Trasporti del MU256 abbondantemente evidenziati dalla stampa locale proprio grazie al nostro interessamento.

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