Vacciano, Iannuzzi, Simeoni (M5S): Kyklos: “Ciclo della morte”

In questi giorni è stata depositata un’interrogazione, sia al Senato che alla Camera, da parte dei Portavoce M5S pontini Vacciano, Simeoni e Iannuzzi, sulla vicenda della morte di due operai presso la centrale di compostaggio Kyklos di Aprilia.

kyklos compost

Nell’atto di sindacato ispettivo, oltre a riportare la notizia del decesso istantaneo dei due operai e del ritrovamento di acido solfidrico nel percolato, sono state formulate alcune domande al Ministro dell’ambiente Galletti per incentivare la normazione, ad oggi insufficiente e lacunosa, in ambito di compostaggio non domestico. Nei fatti, un’azienda che produce compost trattando assieme la FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), fanghi di lavorazioni industriali e fanghi derivanti da impianti di depurazione, non potrà mai ottenere un “compost di qualità” (definizione ex lege) che definirebbe anche una partita di compost di poco nei parametri stabiliti dalla norma per gli ammendanti. Ovviamente, tutto ciò non è garanzia di pregio né del materiale organico sottoposto a fermentazione, né del prodotto finito destinato alle coltivazioni agricole.

Gli impianti di compostaggio nell’immaginario collettivo sono erroneamente associati al nobile scopo del riciclaggio e riutilizzo delle materieKyklos compost FORSU organiche ma, purtroppo, il ciclo del compostaggio non è inquadrato da alcuna normativa specifica né europea né tantomeno nazionale, dunque ci si rimette alla prassi individuata dalle BAT, cioè le migliori tecniche a disposizione, che suggeriscono procedimenti di lavorazione e che, nella maniera più assoluta, non prevedono alcuna sanzione per chi non le rispetta.

Nell’interrogazione, i Portavoce pontini chiedono al Ministro e quindi allo Stato di provvedere alla “produzione di norme per la caratterizzazione dei rifiuti in base alla loro natura e composizione, al fine di consentire controlli mirati e specifici, nonché prevedere l’irrogazione di sanzioni certe nei confronti di chiunque non rispetti gli estremi procedurali e di qualità del prodotto che verrebbero, così, individuati per legge […] per escludere materiali di risulta tossici o potenziali da dalla categoria idonea al riciclaggio, rafforzando le garanzie per un compost più sicuro sia in fase del processo di fermentazione aerobica sia come ammendante da destinare all’agricoltura”.

Tornando alla Kyklos, che adesso è sotto stato di sequestro, si tratta della stessa che fu proposta dalle amministrazioni come luogo adatto all’ “educazione ambientale” dei bambini delle scuole secondarie che effettivamente hanno si sono recate in visita. Già nei mesi addietro i Meetup locali M5S avevano pubblicato un comunicato stampa congiunto “Lettera aperta ai Dirigenti degli istituti scolastici della provincia di Latina” che voleva, appunto, lanciare un allarme ai genitori fuorviati dalle iniziative in merito delle amministrazioni locali, informandoli su come la zona dove sorge l’azienda venga considerata “zona insalubre” anche dal Ministero della Salute. La stessa azienda fu kyklos aceaprotagonista del rogo che divampò sotto i tralicci dell’alta tensione e tenne impegnati i vigili del fuoco per svariati giorni prima che lo stesso venisse domato. Ancora questo impianto è il destinatario delle proteste dei residenti delle zone circostanti, che da sempre lamentano malesseri fisici legati alle emissioni odorigene moleste che si levavano dai cumuli di compost. Sempre la Kyklos (gruppo Acea), poco prima dell’incidente, aveva annunciato il raddoppio della capacità di trattamento passando da 60 mila a 120 mila tonnellate annue di rifiuti organici, avendo avuto il benestare di Zingaretti dalla Regione Lazio.

In conclusione, è da capire se si debba considerare gli impianti di compostaggio come strutture di congiunzione tra il ciclo dei rifiuti e la reimmissione dei composti organici in agricoltura o se debbano essere assoggettate alla Direttiva Seveso. Questo comporterebbe svelare la loro vera natura di industrie che trattano palesemente sostanze nocive e potenzialmente pericolose, producendo un tipo di “digestato” pienamente degno della politica dell’incenerimento dei rifiuti; in questo caso, però, l’azienda sarebbe obbligata a redigere una variante urbanistica per il rischio di incidente rilevante, in modo da salvaguardare la popolazione in caso di un malaugurato quanto ulteriore guasto. E’ un atto doveroso delle istituzioni impegnarsi a riconoscere come aree protette le zone abitate preesistenti agli impianti di nuova generazione.

Link interrogazione SENATO: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=800568

Link interrogazione CAMERA: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=23100&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

Posted on 8 Agosto 2014, in Comunicati, Iniziative Locali, Interrogazioni, Parlamento and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink. Leave a Comment.

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